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Startup, opportunità in Umbria

ECONOMIA
Startup, opportunità in Umbria

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Ci sono ancora due mesi di tempo per chiedere i fondi messi a disposizione dalla Regione Umbria per le startup giovanili: sono infatti aperti fino al 31 maggio i termini per la presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni per favorire l'occupazione giovanile con il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, come riporta finanziamentistartup.eu, portale dedicato ai finanziamenti pubblici a supporto dell'ecosistema startup italiano.

Settecentomila euro stanziati solo con l'ultimo avviso, mentre dal 2014 sono già stati 91 i progetti finanziati. "Nella programmazione comunitaria abbiamo un consistente pacchetto di risorse destinate alle startup", spiega all'AdnKronos il vicepresidente della Regione Umbria e assessore alle Politiche per la creazione di impresa e startup Fabio Paparelli.

"Siamo l'unica Regione - continua - ad aver previsto procedure 'a sportello' per l'uso dei fondi comunitari che ci consentono di dare una risposta immediata e di intercettare soprattutto le startup innovative. Abbiamo scelto una procedura via sportello per garantire le risposte da parte della pubblica amministrazione entro sessanta giorni: un comitato tecnico di valutazione valuta i progetti sulla base di una serie di criteri ossia la innovatività, la fattibilità tecnica ed economica, la pertinenza con la strategia regionale di innovazione. I progetti vengono valutati entro sessanta giorni e quelli ammessi vengono finanziati".

"Negli ultimi anni il sostegno a questi percorsi è un punto centrale nelle strategie di sviluppo della Regione - continua Paparelli - Abbiamo fatto un primo avviso nel 2014 con 1,3 mln di euro e abbiamo finanziato 19 progetti, di cui 15 completamente realizzati e che hanno ottenuto anche dei premi".

"Una startup - ricorda Paparelli - è stata inserita tra le 26 startup che in Italia hanno superato la cifra simbolo di 1 mln di euro nel primo anno di vita. In particolare la Regione ha puntato su startup nei settori dell'agrifood, del tessile-abbigliamento, in gran parte del digitale e Ict, della meccatronica, dei servizi avanzati all'impresa, della manifattura e informazione".

"Dal 2015 a oggi sono stati, complessivamente, messi a disposizione 7,1 mln di euro per 72 progetti complessivi. Dal 2015 questi 72 progetti hanno attivato 18 mln di euro di investimenti. In particolare, in questo caso, i settori più interessati sono stati la meccanica, l'aerospazio, l'ict, il turismo e l'agroalimentare".

"La linea di finanziamento a sportello è aperta non solo alle startup, ma anche agli incubatori certificati ossia società che offrono servizi di incubazione e accelerazione per la nascita e lo sviluppo delle startup", riferisce il vicepresidente.

A rispondere agli avvisi, spiega il vicepresidente, sono soprattutto "spin off universitari che poi diventano brevetti su cui vengono sviluppate le startup, in altri casi innovatori fai da te". "C'è un gran fermento e ogni volta che viene aperto un avviso rispondono in molti tanto che, in due anni, abbiamo già impiegato il 60% delle risorse disponibili", continua Paparelli.

Una riserva di 2 mln di euro per la nascita e la crescita delle startup è destinata all'area di crisi complessa Terni e Narni, mentre ci saranno fondi ad hoc per le aree del terremoto. "Metteremo una parte consistente di risorse soprattutto per il turismo e l'agroalimentare, settori sui quali si reggeva questa economia", conclude Paparelli.

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