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Energia, è online il nuovo numero della newsletter Gme

ECONOMIA
Energia, è online il nuovo numero della newsletter Gme

È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme) che si apre con un intervento di Claudia Checchi e Tommaso Franci del REF-E sulla filiera degli usi finali del GNL tra nuove regole e progetti infrastrutturali.

Gli usi finali del GNL rappresentano oggi un mercato nascente, in Italia come nel resto d’Europa, ma con un potenziale di sviluppo relativamente elevato, numerosi progetti di sviluppo, e una realtà in vivace espansione, con interessi da parte di diversi settori e investitori – osservano gli esperti del REF-E –. Frenato ad oggi dalla carenza infrastrutturale, numerose sono però le spinte verso un maggior utilizzo di questo vettore energetico. Il Decreto Legislativo 257/2016 , nel recepire la Direttiva Europea sui combustibili alternativi, oltre a prevedere una serie di norme per la promozione dell’uso del gas e del GNL nel settore, appunto, dei trasporti, ha ampliato l’ambito di intervento anche agli ‘altri usi’ del GNL, gettando così le basi per il completamento del quadro normativo e regolatorio”.

Le prospettive per il mercato del GNL individuate nel Quadro Strategico Nazionale “sono molto incoraggianti – ammettono Checchi e Franci –: nel 2030 dovrebbe essere realizzata una dotazione infrastrutturale in grado di fornire da 5,300,000 t/a nello scenario minimo, a 7,100,000 t/a in quello massimo. Una capacità in grado di soddisfare il 6-7% dei consumi finali di energia a livello nazionale, che si confronta con un mercato di dimensioni ancora embrionali, e stimato in 16,400 t/a nel 2015”.

Nel settore trasporti, ad esempio, si prevede nel 2030, “oltre alla presenza di un numero minimo distributori di GNL accessibili al pubblico lungo i tratti stradali italiani della rete centrale TEN-T, anche la presenza di 800 impianti di rifornimento di metano integrati con GNL – sottolineano i due analisti del REF-E –. Al contempo, sempre per il 2030 viene prevista la presenza di 30-35,000 mezzi stradali pesanti alimentati a GNL, con una penetrazione del 12-15% sul parco circolante prevedibile tra 15 anni”.

Per quanto riguarda le nuove infrastrutture come i depositi intermedi di GNL, i progetti costieri ad oggi più avanti nell’iter autorizzativo sono concentrati prevalentemente in Sardegna, ma ne esistono altri sia nel Mar Tirreno (Livorno) sia nel mar Adriatico (Ravenna), mentre la recente approvazione da parte l’agenzia ONU per la navigazione marittima, dell’imposizione di un tetto globale al tenore di zolfo nei combustibili marittimi dello 0,5% dal 2020, rappresenta uno dei maggiori potenziali di sviluppo per il settore. “Questa normativa potrebbe in effetti rivelarsi uno dei più efficaci propulsori per la creazione di un’infrastruttura per il mercato del GNL nel Mediterraneo”, spiegano Checchi e Franci aggiungendo che se le regole necessarie saranno “rese disponibili in tempi brevi e sarà dato avvio tempestivamente alla realizzazione dei progetti infrastrutturali già annunciati tra il 2019 e il 2020”, la filiera SSLNG in Italia “potrebbe decollare effettivamente con prospettive di sviluppo in linea con quelle indicate dal Quadro Strategico Nazionale per il GNL.

La domanda di GNL per usi finali potrebbe anche fornire una leva per rilanciare il ruolo dell’Italia quale hub nel Mediterraneo per lo scambio di gas, anche come punto di importazione destinato ai mercati dell’Europa Centrale”, concludono gli esperti del REF-E.

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