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I segreti della legge 3/2012: tagli del debito fino al 90%

ECONOMIA
I segreti della legge 3/2012: tagli del debito fino al 90%

Rottamazione delle cartelle? Poco conveniente, soprattutto considerato che in Italia esiste una legge ad hoc per tagliare i debiti. Le procedure complesse scoraggiano il ricorso alla legge 3/2012, nota anche come 'Concordato dei piccoli' ma gli esperti, intervistati dall'Adnkronos, spiegano tutti i segreti delle procedure con cui è possibile abbattere il proprio indebitamento, anche fino agli sconti record pari a quasi il 90% dei debiti accumulati. La legge sul sovraindebitamento consente non solo la riduzione del debito in base alle proprie disponibilità economiche, ma anche la dilazione in un tempo più ampio rispetto a quella concessa da Equitalia. Tutela il debitore che riacquista un ruolo attivo nell’economia, risulta vantaggioso per il creditore che diversamente correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero.

Le tre procedure - Il piano del consumatore è la proposta di abbattere e rateizzare i debiti, viene approvato mediante omologa del giudice (entro sei mesi dal deposito del piano) se il debitore è ritenuto meritevole dello sconto. L'accordo presentato da enti e imprese non fallibili richiede che sia accettato dal giudice e dai creditori che rappresentano il 60% dei propri debiti. Con la liquidazione invece il debitore mette a disposizione il suo patrimonio che viene venduto da un liquidatore nominato dal tribunale, con i soldi guadagnati si ripagano i debiti.

Occ - E' un professionista (avvocato, commercialista, notaio) nominato dal presidente del tribunale o dall'Organismo di composizione delle crisi (Occ) a vagliare la soluzione migliore. Varie le decisioni lungo la Penisola, fino agli sconti record: a Como il tribunale ha decretato la riduzione dei debiti fiscali di un lavoratore dipendente da 509mila euro a 5mila (-89%), da circa 1,4 milioni a 350mila euro a favore di un'imprenditrice, a Busto Arsizio ha limato una cartella Equitalia da 86mila a 11mila euro (-87%). "La sfida dei prossimi mesi - spiega Felice Ruscetta, presidente della Fondazione Adr del Consiglio nazionale dei commercialisti - sarà di migliorare la preparazione dei professionisti con specifici corsi di specializzazione e di organizzare una comunicazione efficace per far conoscere i benefici previsti dalla normativa".

I costi - Le spese hanno un costo iniziale di 98 euro alla nomina del professionista e 98 euro alla scelta della soluzione. Ai costi 'fissi' vanno aggiunti quelli connessi alle esigenze del professionista per uno studio accurato del caso singolo. La norma "può essere migliorata prevedendo la nascita di Organismi in Regioni e Comuni che contribuiscano a sostenere i costi di chi vuole onorare i suoi debiti", spiega Matteo Arata, presidente dell'Associazione italiana sovraindebitamento. "Bisogna marcare la funzione sociale di questa legge e far nascere degli Organismi pubblici con tariffe sociali e consentire un accesso più ampio a consumatori o piccoli artigiani in difficoltà".

Chi ne beneficia - La legge sul sovraindebitamento è per tutti: partite Iva, chi non riesce a pagare le rate dopo aver perso il lavoro, piccoli artigiani, chi ha una start up o un'impresa agricola. La norma si rivolge a tutti i debitori 'non fallibili', cioè a chi, secondo l’ordinamento giuridico, non può accedere alle disposizioni previste dalla legge fallimentare. "La legge va migliorata ed estesa. Per prima cosa andrebbero innalzati i parametri di non fallibilità visto che vengono escluse le imprese che hanno ricavi lordi annui superiori a 200.000 euro. A loro va data una seconda chance", per l'avvocato Pasquale Lacalandra esperto del tema.

Tribunale fallimentare - Aiuto economico ai soggetti indebitati, monitoraggio dei debitori perché non ricommettano lo stesso errore, maggiore definizione della legge sul sovraindebitamento. Sono questi i punti da mettere a fuoco secondo il presidente del tribunale fallimentare di Milano, Alida Paluchowski. "Occorre il monitoraggio costante per almeno 5 anni dell’attività del sovraindebitato che andrebbe educato a non ricadere negli stessi errori" altrimenti il risultato "sarà solo un grosso sacrificio dei creditori a fronte di un beneficio solo temporaneo del sovraindebitato che tende a ricadere subito dopo nelle stesse condotte".

Le richieste al governo - Dopo l'approvazione alla Camera della riforma sulle crisi d’impresa e le insolvenze, "Il Senato deve ancora iniziare l’esame del testo, che ha bisogno di essere migliorato in alcuni punti, e non è sicuro che si riesca ad approvare la riforma entro la fine della legislatura. Ma ce lo auguriamo", evidenzia Remo Danovi, presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano.

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