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I lavoratori in attesa di contratto sono 5,8 mln, anche 62 mesi per rinnovo

ECONOMIA
I lavoratori in attesa di contratto sono 5,8 mln, anche 62 mesi per rinnovo

Nel primo trimestre 2017 sono 42 i contratti in attesa di essere rinnovati, di cui 15 appartenenti alla Pubblica amministrazione per un totale di 5,8 milioni di dipendenti di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego. E se il numero di lavoratori con il contratto scaduto, 44,8%, è in calo di 4,6 punti percentuali salgono, invece e di molto, i mesi di attesa. A marzo infatti si registra "un forte aumento" rispetto al marzo 2016 passando dai 39,9 mesi dello scorso anno ai 62 mesi del 2017" dovuta in larga misura al ritardo nel rinnovo del contratto per i dipendenti del pubblico impiego che attendono da 87 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è comunque di 27,8 mesi, in crescita rispetto al 23,8 di un anno prima.

Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 28,6%, in diminuzione rispetto al mese precedente (34,6%) e rispetto a marzo 2016 (47,3%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 36,5, mentre l’attesa media è di 10,4 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore.

Nel periodo gennaio-marzo 2017 comunque tra i contratti monitorati dall’indagine Istat sono stati recepiti nove accordi (carta e mobilità a gennaio; agricoltura impiegati e ceramiche a febbraio; estrazione minerali energetici e petroliferi; tessili, vestiario e maglieria; pelli e cuoio; legno e prodotti in legno e energia elettrica a marzo) e ne sono arrivati a scadenza quattro (gli accordi del trasporto aereo-vettori e quello del personale aeroportuale tutti scaduti a gennaio).

Pertanto, conclude l'Istat, alla fine di marzo risultano in vigore 33 contratti che regolano il trattamento economico di circa 7,1 milioni di dipendenti che rappresentano il 52,7% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 72,2%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 100,0%, mentre è dell’80,7% nell’industria e del 63,1% nei servizi privati.

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