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Miroglio Fashion cambia veste, investimenti per 40,8 mln di euro

ECONOMIA
Miroglio Fashion cambia veste, investimenti per 40,8 mln di euro

Hans Hoegstedt

Miroglio Fashion cambia veste: la costante attenzione alla qualità del prodotto, abbinata al rinnovamento, a importanti investimenti e a una nuova impostazione organizzativa sono i pilastri di un'azienda familiare che continua a trasformarsi. "Oggi apriamo un nuovo capitolo della nostra storia", spiega l'amministratore delegato Hans Hoegstedt che da fine 2016 fa parte dello storico gruppo di abbigliamento femminile che riunisce i marchi come Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò, Caractère, Per te by Krizia, Luisa Viola e Diana Gallesi.

"Pensiamo che possa esserci un'alternativa alla massificazione nel fast fashion, un percorso di crescita che faccia leva sulle caratteristiche che hanno fatto grande l’imprenditoria italiana, come l'attenzione alle persone, un'offerta brand distintiva, la cura dei dettagli, il retail che offre una shopping experience intima, il tutto supportato da una tecnologia di ultima generazione. Ed è proprio su questi pilastri che abbiamo costruito la nostra nuova strategia", sottolinea durante la conferenza stampa a Milano. Una trasformazione che "inizia dalla persone" per un gruppo che conta 4.500 dipendenti ed è presente in 34 paesi con 49 società operative e quattro insediamenti produttivi.

In un mercato "sempre più competitivo", in cui la crisi si è fatta sentire - in Italia il settore fashion ha segnato -25,5% negli ultimi dieci anni - il 'cuore' del gruppo è composto da 65 stilisti, 42 modelliste e 11 sarte, in tutto "118 persone totalmente focalizzate sul prodotto". Non solo qualità del prodotto: nel 2017 gli investimenti sono pari a 40,8 milioni di euro, di cui 19,5 milioni per il marketing, 17,4 milioni per il piano di rinnovamento dei negozi e 3,9 milioni per i nuovi progetti tecnologi. Numeri che dimostrano che "crediamo in questo progetto e siamo pronti - sottolinea l'ad - a tornare a giocare in attacco e per vincere" la sfida in un settore in continua evoluzione. Una sfida che passa da un "attento" lavoro di focalizzazione sul posizionamento dei singoli brand a partire da Motivi, Oltre, Fiorella Rubino ed Elena Mirò.

"Dopo il drastico calo dei consumi nel settore dell’abbigliamento negli anni della crisi economica, il mercato del fashion si è sempre più polarizzato tra il lusso e il settore del basso prezzo, con le grandi catene internazionali cresciute in modo esponenziale conquistando consumatori e quote di mercato. Tutto il 'settore di mezzo', ha subito il colpo. Anche Miroglio Fashion ha dovuto e saputo reinventarsi". In un mercato "drogato di promozioni" - la media in un anno è più di 200 giorni di saldi- a farne le spese sono in particolare i negozi monomarca - vendite -60% in Italia negli ultimi dieci anni -, "cresce invece il settore 'curvy' che continua a rappresentare per noi una grande opportunità", spiega l'amministratore delegato Hans Hoegstedt. Sono 14,5 milioni le donne che vestono dalla taglia 46 in su (55% del totale donne), per una spesa di 4,5 miliardi di euro, cifra destinata a crescere vista la tendenza.

In un settore in trasformazione Miroglio fashion punta su qualità, rafforzamento del brand, marketing e innovazione. A supporto della nuova identità dei brand, a partire da inizio anno, si sono sviluppati i nuovi store concept e lanciate campagne di comunicazione su stampa, radio, web e affissioni. Sono stati realizzati eventi con partecipazione di testimonial di spicco come la top model Kate Grigorieva per Motivi e creazioni di capsule collection firmate da personaggi dello spettacolo e della musica, come Vanessa Incontrada per Elena Mirò e Noemi per Fiorella Rubino. Fondamentale anche l’attenzione al retail e alla shopping experience. "Vogliamo creare una relazione positiva con la cliente, un rapporto umano e autentico che possa fare sentire ogni donna come a casa propria: accolta, seguita e coccolata" sottolinea Hoegstedt.

Quello del retail è un ambito in cui l’azienda di Alba è stata pioniera: nel 1993 ha creato con Motivi il primo fast fashion italiano su scala industriale. Ad oggi la distribuzione di Miroglio Fashion è di 1.188 punti vendita monomarca pari a oltre 10 chilometri di vetrine. Alla vendita nei negozi si è nel tempo affiancata e integrata quella online, che nel primo trimestre 2017 ha registrato +70%. E' stato lanciato un piano di rinnovamento dei negozi, "che prevede il restyling di 300 punti vendita in 300 giorni", senza dimenticare gli investimenti in tecnologia: dal progetto 'Casse intelligenti'a Workplace, l’innovativo tool creato da Facebook per facilitare e velocizzare la comunicazione interna in azienda.

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