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Alitalia, 15 giorni per trovare acquirenti

ECONOMIA
Alitalia, 15 giorni per trovare acquirenti

(Fotogramma)

Tempi stretti per aprire ai potenziali acquirenti, una rapida revisione dei contratti in essere e, nella prospettiva migliore, l'arrivo di un socio industriale. Il neo commissario di Alitalia, Luigi Gubitosi, intervistato per 'Night tabloid' su Rai 2, indica le direttrici su cui intende muoversi, insieme a Enrico Laghi e Stefano Paleari, per gestire l'amministrazione straordinaria della compagnia. "Entro 15 giorni apriremo le manifestazioni di interesse", annuncia. Per poi rispondere alla domanda se saranno 15 giorni esatti: "Giorno più giorno meno, dovremo farcela". L'obiettivo dell'operazione è quello di "valorizzare Alitalia e questo passa attraverso il rilancio industriale della compagnia". Innanzitutto, perché "se si vuole un partner, l'azienda deve essere appetibile, efficiente, deve essere un'azienda che vola". Gubitosi ribadisce che Alitalia "vola e continuerà a volare come ha sempre fatto. In questi giorni i voli sono regolari e l'obiettivo è che gli utenti non si accorgano di nulla continuando a volare regolarmente con Alitalia". E per la continuità aziendale il prestito ponte di 600 milioni per i prossimi sei mesi "è sufficiente". L'orizzonte di più lungo termine è quello di arrivare al matrimonio con una compagnia aerea. "Sarebbe importante, se ci fosse una cordata, avere un partner industriale", evidenzia Gubitosi, per il quale "un'Alitalia pubblica non è un'opzione". Anche se, al momento, "non c'è nessun contatto perché da ieri a oggi non ci ha telefonato nessuno".

Meno concreta sembra la possibilità di coinvolgere Fs. Gubitosi sottolinea come "Trenitalia non sia tanto un concorrente di Alitalia ma complementare per molti aspetti". E poi approfondisce il concetto. "Facciamo due mestieri diversi e adesso, invece, sarebbe utile in un'ottica nazionale che collaborassimo ma sul discorso azionariato non mi pronuncio, non spetta a me. Mi sembra poi che Fs si sia dichiarata non interessata", ricorda il commissario. Comunque, Gubitosi mostra ottimismo sul risultato finale. "Sono sicuro che può esserci qualcuno interessato ad Alitalia perché prima avevamo investitori disposti a metterci quasi un miliardo di cassa". Quanto al possibile valore di mercato della compagnia, "è presto per dirlo perché è evidente che una volta che togliamo una serie di elementi negativi, come i contratti di leasing che ogni anno hanno drenato risorse e con il rinnovo del contratto di lavoro, credo che Alitalia possa tornare ad essere competitiva". Le parole di Gubitosi portano a guardare all'attività di ristrutturazione che dovrà assicurare l'amministrazione straordinaria. E il commissario indica come una delle priorità, fin dai primissimi giorni di lavoro, quella di rivedere i contratti sul carburante sottoscritti in passato. "Su alcune cose si poteva fare meglio", ammette, prima di spiegare: "ho visto un po' di numeri del 2016. Sul carburante - riferisce il top manager - erano stati fatti contratti di assicurazione che facevano sì che Alitalia non potesse pagare il carburante più di 68 dollari. Peccato che il prezzo è sceso e adesso è a 48 dollari circa e oggi questo fa una differenza che vale circa 128 milioni di euro".

"E' questa - dice Gubitosi - la prima cosa su cui stiamo lavorando e il potere del commissario è anche quello di poter sciogliere certi contratti. Siamo tre commissari ma tendo a pensare che siamo tutti d'accordo su questo". Altri contratti da rivedere, sono quelli di leasing. "Questi contratti -ha sottolineato- sono superiori ai prezzi di mercato". Altra questione calda, ovviamente, quella del personale. "Il tema è stato rinviato e non eliminato", chiarisce, rispondendo a chi gli chiede se la soluzione che si profila possa essere peggiore rispetto a quella prevista dal piano bocciato dal referendum dei lavoratori: "come ha detto qualcuno, non indolore". Infine, l'appello a tutti i lavoratori della compagnia. "Il referendum ha creato un po' di scompiglio. L'obiettivo è ora quello di rilanciare Alitalia, in tre non ci riusciamo ma dobbiamo essere dodicimila. Dobbiamo lavorare subito sul clima interno ricreando fiducia tra i lavoratori".

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