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Intesa Sp premia pmi rosa, con più donne Pil Italia crescerebbe del 7%

Con Fondazione Marisa Bellisario da Milano parte il 'Women value company 2017'

ECONOMIA
Intesa Sp premia pmi rosa, con più donne Pil Italia crescerebbe del 7%

Coinvolgere le imprese in un percorso di empowerment femminile e dare visibilità a pratiche più virtuose e innovative: è questo il principale obiettivo del premio “Women Value Company 2017 - Intesa Sanpaolo”, istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo. Il riconoscimento, quest’anno alla prima edizione, è riservato alle piccole e medie imprese che si distinguono nel campo della parità di genere, in virtù dell’attuazione di politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e riconoscimenti di carriera.

Il processo di autocandidatura, concluso a fine febbraio, ha consentito di raccogliere le storie di quasi 600 imprese, di cui il 15% non clienti: il 55% si sono classificate come “Pmi eccellenti”, il 47% è a conduzione femminile, quasi la metà attua politiche di conciliazione vita/lavoro. Quelle che hanno superato la selezione sono 111, distribuite in modo omogeneo sul territorio nazionale.

In attesa di conoscere il nome delle due imprese – una piccola e una di medie dimensioni – che saranno proclamate vincitrici il 16 giugno a Roma, nel corso della XXIX edizione del Premio Marisa Bellisario 'Donne ad alta quota', le imprese finaliste saranno coinvolte in cinque eventi sul territorio organizzati dalla Fondazione Bellisario e da Intesa Sanpaolo. A tutte sarà assegnato un riconoscimento, che attesta la loro peculiare capacità di “seminare i talenti”, valorizzando il merito e le capacità femminili.

Il primo incontro si è tenuto a Milano, nella filiale new concept di Intesa Sanpaolo in Piazza Cordusio. Le 28 aziende candidate al premio sono state accolte da Mauro Federzoni, direttore regionale Milano e Provincia Intesa Sanpaolo. Sono intervenuti Lella Golfo, parlamentare e Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Francesca Nieddu, responsabile Direzione Customer Experience e Crm Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

Quindi una tavola rotonda, moderata da Manuela Montagna, responsabile del servizio Imprese della Direzione Marketing Intesa Sanpaolo, durante la quale cinque imprenditori , e cioé Barbara Ulcelli, presidente Img, Teresa Cairoli, amministratore unico Ghioldi , Giuliano Favini, ad Logotel, Maria Elena Schiaffino, partner e direttore commerciale Engitel, Sabrina Mandelli, amministratore unico SSheena, hanno condiviso le soluzioni e le buone pratiche promosse in azienda per dare maggiore spazio e valore al lavoro femminile. La consegna finale di un tombstone a tutte le imprese presenti ha concluso l’evento.

Che la partecipazione femminile al mondo del lavoro e imprenditoriale negli ultimi anni rappresenti un fattore conclamato di sviluppo e di trasformazione economica e sociale, è nei fatti un fenomeno confermato da tempo in molti studi economici. Il potenziale inespresso è tuttavia ancora enorme: il tasso di attività femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, 55,2% nel 2016 sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni (solo la Macedonia con il 50,8% e la Turchia con un bassissimo 36,2% fanno peggio di noi). Nel mercato del lavoro sussistono condizioni di difficoltà e di discriminazione nei confronti delle lavoratrici.

Eppure, una più ampia offerta di lavoro femminile darebbe un forte contributo alla crescita: un aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% comporterebbe, quasi 'meccanicamente' un aumento del Pil fino al 7% (secondo stime Banca d’Italia). L’aumento della partecipazione femminile appare ancora più importante, alla luce dei processi di invecchiamento della forza lavoro del Paese.

Il gap tra uomini e donne permane anche nella creazione di nuove imprese: quelle femminili sono 1 milione e 300mila, con un peso mediamente pari a poco più di un quinto del totale. Le giovani donne si lanciano in iniziative imprenditoriali anche come risposta a contesti difficili dal punto di vista occupazionale, negli anni più recenti con una maggiore propensione verso settori ad alta tecnologia (informatica, telecomunicazioni, attività professionali, scientifiche e tecniche) e legati alla cultura.

In alcuni ambiti produttivi l’incidenza è più consistente: nelle attività dei servizi alla persona le imprese femminili (circa 120.000) sono oltre la metà; le 15.200 imprese femminili della sanità sono il 38% del totale, determinanti soprattutto nell’assistenza sociale residenziale e non residenziale; nel settore del noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, le 50.000 aziende guidate da donne sono il 26% del totale. La creatività femminile si esprime al meglio in segmenti fortemente legati al Made in Italy: ad esempio, le imprese femminili sono il 43% del totale nella confezione di articoli di abbigliamento, quasi il 30% delle industrie tessili, il 25% nella fabbricazione di articoli in pelle (Unioncamere, marzo 2017).

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