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Startup, Emilia Romagna: al via domande per bando da 4,5 mln

ECONOMIA
Startup, Emilia Romagna: al via domande per bando da 4,5 mln

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Ammontano a 4,5 milioni di euro le risorse stanziate per il 'bando per il sostegno alla creazione e al consolidamento di startup innovative 2017' della Regione Emilia Romagna, come si legge su finanziamentistartup.eu. Il bando punta a sostenere le spese di investimento per l’avvio o il consolidamento di nuove imprese ad elevato contenuto tecnologico basate sulla valorizzazione economica dei risultati della ricerca finalizzata a nuovi prodotti e servizi di alta tecnologia o ad alto contenuto innovativo. Sarà possibile presentare le domande dal 10 maggio al 30 novembre 2017.

"L'Emilia Romagna è al secondo posto in Italia per numero di startup iscritte al Registro delle Camere di Commercio (680 startup in Emilia Romagna su un totale in Italia di 5803, il 12%). E' tra le regioni con le politiche più avanzate in termini di startup innovative. Quello a cui puntiamo, con i nostri bandi, è il livello di innovazione e la sostenibilità del piano industriale dell'impresa richiedente", afferma all'Adnkronos l'assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna, Palma Costi, a pochi giorni dell'apertura dei termini per le richieste.

Entrando nei dettagli tecnici del bando, l'agevolazione consiste in un contributo in conto capitale ed è corrispondente al 60% della spesa ritenuta ammissibile. Fermo restando i limiti di 100mila e 250mila euro, è prevista una maggiorazione del contributo pari al 10% per i progetti che prevedono alla loro conclusione un incremento di dipendenti. "Il finanziamento è di due tipi - spiega all'Adnkronos Silvano Bertini, responsabile del servizio Ricerca, Innovazione, Energia ed Economia sostenibile della Regione Emilia Romagna - Il primo è per le imprese in fase di avviamento, con un contributo fino a 100mila euro; il secondo è per imprese che hanno fatto già due anni di bilanci, per aiutarle ad espandersi con un contributo fino a 250mila euro".

"Nel precedente bando, che aveva stanziato 5,4 mln di euro - sottolinea Bertini - hanno presentato domanda 54 imprese". La percentuale di progetti che viene accettata si aggira solitamente intorno al 20%. "Cerchiamo di essere rigorosi e di fare un'analisi molto attenta del business plan - continua il responsabile - Le idee non mancano, ma noi verifichiamo la fattibilità in base alle informazioni che ci vengono fornite". Mediamente ci vogliono tre mesi per avere una risposta alla richiesta di agevolazione. "Nel bando è stata inserita anche una 'formula di equilibrio finanziario' - osserva Bertini - che troviamo un modo efficace per fare entrare in contatto le imprese con le banche. Chiediamo che il costo del progetto sia potenzialmente coperto con una quota dei soci e con una lettera di impegno irrevocabile della banca che dice che, se il progetto viene approvato dalla Regione, la banca fa il finanziamento. Ciò apre un canale con le banche che si sentono garantite dal contributo regionale".

L'assessore Palma Costi spiega in che modo la Regione agisce in sostegno delle startup. "Cerchiamo di investire sulle persone, sulle loro idee e su di una ricerca e innovazione in grado di migliorare la vita delle persone e creare occupazione anche femminile - osserva - Quest'anno abbiamo avuto la soddisfazione di vedere una nostra startupper tra le finaliste dell'Eu Prize for Women Innovators 2017. Si tratta di Mary Franzese, co-fondatrice di Neuronguard, una startup nata e cresciuta a Modena che sta sviluppando un collare refrigerante che riduce i danni al cervello in caso di ictus o di grave trauma cerebrale. E' entrata tra le dodici donne che rappresentano l'eccellenza dell'impresa europea".

Riguardo al tessuto delle startup in Emilia Romagna l'assessore riferisce: "I settori in cui operano le nostre start up sono i più disparati. Ma spesso le idee creano nuovi sbocchi nei settori più forti del nostro sistema economico: biomedicale, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi; ma troviamo molte startup anche nei settori più tradizionali, agroalimentare, meccatronica e motoristica".

"Il limite vero delle startup, su cui cerchiamo di intervenire, è che rimangono estremamente concentrate nei limiti dei confini nazionali mentre i dati ci dicono che l'87,7% delle startup che già operano su scala globale hanno più garanzia di espandersi - osserva l'assessore - Le startup hanno quindi bisogno da un lato di accedere a capitali per rafforzare le competenze del team ed entrare nei mercati esteri, reperire partner commerciali e nuovi investitori dall'altro di supporto da parte delle istituzioni nell'individuazione dei canali e delle modalità di internazionalizzazione più efficaci a seconda del settore di riferimento, così da non sprecare energie preziose nella loro ricerca".

"La Regione Emilia Romagna ha attivo un servizio specifico Emilia Romagna StartUp che aggrega tutta la rete di soggetti che in regione forniscono un supporto alle nuove imprese", continua. "E' il portale di riferimento per questa tipologia di impresa e per l'ecosistema che vi ruota intorno e contiene tutte le informazioni utili, a partire dai servizi forniti (orientamento, finanziamenti, digitalizzazione, partecipazione ai bandi, etc) - aggiunge Costi - Gestito da Aster, la società regionale consortile per l'innovazione (in collaborazione con il Programma Operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale) si occupa anche di crowdfunding con il progetto Kick-Er, per lanciare sul mercato servizi e prodotti innovativi. Ultimamente il nostro impegno è orientato all'internazionalizzazione delle startup che, come dicevo, valutiamo il vero punto debole delle nuove imprese".

"Per questo dal 2015 la Regione Emilia Romagna ha lanciato il programma in Silicon Valley, con l'obiettivo di aiutare le startup ad internazionalizzare il proprio mercato, cercare nuovi finanziamenti e accrescere le proprie competenze. Grazie a questo programma, 33 giovani imprenditori emiliano-romagnoli hanno toccato con mano l'ecosistema più vivace e importante al mondo per le startup innovative", prosegue. "Per entrare appieno nell'ecosistema della Silicon Valley e per facilitare l'approccio, è stato attivato da inizio anno un presidio che si trova all'interno della sede dell'Eit Digital (punto di rappresentanza dell'Unione Europea in Silicon Valley) a San Francisco - conclude - La contaminazione tra il nostro sistema e la Silicon Valley crediamo potrà costituire una carta vincente per il futuro dell'innovazione delle nostre giovani imprese".

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