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Mediaset, Vivendi tace con Cologno e domani scade termine Antitrust Ue

ECONOMIA
Mediaset, Vivendi tace con Cologno e domani scade termine Antitrust Ue

(Fotogramma)

Vivendi rimane in silenzio con Mediaset e, almeno al momento, non ha cercato un dialogo diretto con Cologno per risolvere la querelle sul mancato acquisto di Premium, divenuta materia di tribunale nonché di valutazione delle Autorità di garanzia. Intanto domani, 30 maggio, scade il termine entro cui l'Antitrust Ue si dovrebbe esprimere sul controllo di fatto del gruppo francese su Telecom, società di cui Vivendi esprime 10 consiglieri (di cui la metà indipendenti) su 15: un passaggio obbligato, a quanto apprende l'Adnkronos, per le mosse successive del gruppo capitanato da Vincent Bollorè.

Bruxelles dovrebbe quindi esprimersi domani, visto che il termine era già stato prorogato, ma potrebbe aprirsi ora una fase di valutazione della durata di altri 90 giorni relativa alla verifica sull'impegno presentato da Vivendi per ottenere il disco verde dalla Ue. Si tratta della possibile cessione del 70% di Persidera, la società di Telecom Italia che detiene i multiplex per il digitale terrestre precedentemente in mano a La7. Il restante 30% è detenuto dal Gruppo L’Espresso (dopo la fusione con Itedi denominato Gedi).

Resta da vedere se l'analisi della DG concorrenza che ha comportato la richiesta di un parere ai soggetti concorrenti sarà ritenuta sufficiente o se Bruxelles si avvarrà, in tutto o in parte, degli altri 90 giorni previsti dalla procedura.

L’Antitrust Ue avrebbe indicato come criticità il superamento del 50% nel mercato dei mux determinato dalla somma dei canali di Telecom (partecipata al 24% circa da Vivendi) con quelli di Mediaset, dove Vivendi è divenuta il secondo socio col 28,8% del capitale e il 29,9% dei diritti di voto.

Vivendi con tutta probabilità dovrà scendere nel capitale di Cologno per effetto della delibera dell'Agcom che ha contestato al gruppo la violazione dei tetti del Sic con la contemporanea presenza in Tim e Mediaset. All'Agcom la media company francese dovrebbe indicare la decisione che intende assumere entro il 19 giugno. Secondo alcune fonti è probabile che si proceda intanto con la sterilizzazione dei diritti di voto sopra il 10%.

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