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Sciopero di venerdì, il governo non ne può più

ECONOMIA
Sciopero di venerdì, il governo non ne può più

(Foto AdnKronos)

"Sottraiamoci a questa maledizione del venerdì nero. Di questi scioperi ideologici che sono un errore". Lo dice Paolo Gentiloni a Bologna spiegando di auspicare nuove regole sugli scioperi anche se il tema è delicato. "Non ho nulla in contrario a ipotesi di maggiore regolamentazione" degli scioperi, ma con ponderazione perchè l'equilibrio tra il diritto di sciopero e maggiori regole "è delicato".

"Bisogna intervenire per evitare che una minoranza di lavoratori tenga in ostaggio una maggioranza di cittadini nelle loro esigenze quotidiane. Questi sono i danni di una situazione inaccettabile", ha affermato in un'intervista a 'La Repubblica' il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, dopo lo sciopero dei trasporti di ieri. "Il nostro orizzonte deve essere quello di tenere assieme il diritto costituzionale allo sciopero e quello alla mobilità. Vanno coniugati assieme", sottolinea Delrio.

"Verificheremo se sono stati commessi abusi, intanto prendiamo atto dell'ennesimo sciopero che si svolge, guarda caso, sempre di venerdì... Più in generale, va aperta una riflessione su come dare senso alla rappresentanza. Se una minoranza tiene in ostaggio anche i lavoratori di un'azienda, qualcosa non va", evidenzia Delrio. "Immagino un filtro. Non è possibile - dice - che si proclamino scioperi a prescindere, con rappresentanza del 10% dei lavoratori. In altri Paesi non è consentito".

In Germania, ad esempio, "uno sciopero è talmente importante che prima di indirlo, si interpellano i lavoratori e si vede se la maggioranza è d'accordo", sottolinea Delrio. "Alle Camere ci sono proposte di Sacconi, Damiano, Ichino: una buona base di partenza. Avevamo iniziato un percorso, poi in autunno c'è stata un'interruzione. Credo spetti al Parlamento intervenire. È una materia così delicata che non può essere affrontata con un'iniziativa del governo", sottolinea aggiungendo di aver dato, da ministro, "la massima disponibilità a seguire la discussione, una volta che la le forze politiche decideranno di calendarizzare la discussione. E' il momento di avviarla".

La Cgil non ha proclamato e condiviso le ragioni della protesta dei trasporti di ieri ma "non ci piace l'attacco al diritto di sciopero", ha replicato dal canto suo il segretario della Cgil, Susanno Camusso.

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