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Ape social, chi può chiederla

ECONOMIA
Ape social, chi può chiederla

(Fotogramma)

Ha fatto il suo debutto ufficiale sabato l'Ape sociale, l'anticipo pensionistico previsto per le persone di 63 anni, che rientrano nelle categorie socialmente deboli e che sono in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva. In poche ore, secondo un primo bilancio dell'Inps, sono state presentate oltre 300 domande. Ma chi sono i soggetti che possono richiedere il trattamento pensionistico dell'Ape sociale?

Nella circolare n. 100 del 16 giugno 2017 pubblicata dall'Inps sono descritti in dettaglio i soggetti beneficiari, i requisiti e le condizioni per accedere al beneficio, comprese le cause di esclusione e di incompatibilità.

63 ANNI DI ETA' E 30 DI CONTRIBUTI - I soggetti beneficiari dovranno avere almeno 63 anni, essere in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva e trovarsi in una delle seguenti condizioni: disoccupazione in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e avere finito di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; assistenza da almeno sei mesi al coniuge, la persona unita civilmente o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

LAVORATORI CON MANSIONI GRAVOSE - Possono richiedere l'Ape sociale anche i lavoratori che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% o i lavoratori dipendenti che, al momento della richiesta di accesso dell'Ape sociale, svolgono o abbiano svolto in Italia, da almeno sei anni in via continuativa, una o più delle attività lavorative gravose. Per quest'ultima categoria, come ad esempio gli operai dell'industria edile, i conduttori di mezzi pesanti, i facchini e gli operatori ecologici, è richiesta un'anzianità contributiva di almeno 36 anni.

A CHI NON SPETTA - L'indennità non spetta ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all'estero, ed è subordinata alla residenza in Italia e alla condizione che il soggetto abbia cessato l'attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all'estero.

L'indennità è inoltre incompatibile con i trattamenti a sostegno del reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento Asdi e con l'indennizzo per cessazione attività commerciale.

I LIMITI - Il beneficiario dell'Ape sociale può svolgere un'attività lavorativa, in Italia o all'estero, durante il godimento dell'indennità purché i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui, e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui. In caso di superamento dei limiti annui, il soggetto decade dall'Ape sociale, l'indennità percepita nel corso dell'anno diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero.

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