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'Tutelare il gioco lecito', associazioni settore si confrontano a Milano

Assotrattenimento 2007, As.Tro e Confindustria SGI chiedono dialogo con istituzioni

ECONOMIA
'Tutelare il gioco lecito', associazioni settore si confrontano a Milano

Tutelare il gioco lecito combattendo la diffusione dell'illegalità nel settore e difendendo la massa critica dell'occupazione. E' l'obiettivo di Assotrattenimento 2007-As.Tro-Confindustria SGI, in collaborazione con STS, ha organizzato a Milano il convegno nazionale 'Gioco in Italia, un settore a confronto'.

Quello che serve è "un dialogo aperto con le istituzioni, con il mondo della politica nel tentativo di trovare delle linee d'intesa capaci di salvaguardare un settore, nel territorio, sottoposto a sempre maggiori difficoltà, anche a causa di alcuni provvedimenti contenuti nella legge regionale che rischiano di minarne le fondamenta", spiega l'assocazione in una nota.

Le proposte avanzate dagli operatori sono diverse. Ad esempio, il blocco all'apertura di nuove sale dedicate, la riduzione orizzontale dell'intera offerta del gioco pubblico, la limitazione concreta della pubblicità del gioco, lo sviluppo di attività formative continue di tutti gli addetti. In più, la costituzione del Registro di esclusione dei giocatori patologici, lo sviluppo dei progetti e studi tecnico scientifici in collaborazione con Istituzioni ed enti locali, la sensibilizzazione dei giovani su gioco e ludopatia, supporto ai soggetti deboli e realizzazione di un decalogo nazionale sul tema del gioco etico.

L'evento, che ha visto tra i partecipanti anche l'onorevole Mariastella Gelmini, ha rappresentato così un utile terreno di confronto sul settore: "Critica - spiega una nota - appare infatti la situazione sul territorio lombardo, a partire dal provvedimento relativo al cosiddetto distanziometro, ovvero la definizione di una distanza netta tra i luoghi dove si pratica il gioco e quelli sensibili".

In Lombardia questa distanza è misurata sui 500 metri e l'ampiezza del territorio ritenuto appunto sensibile (istituti scolastici e asili d'infanzia, luoghi di culto e impianti sportivi, oratori e luoghi di aggregazione giovanile), non consente di reperire di fatto "suolo urbano utile al di fuori del perimetro che la legge regionale vieta al gioco lecito", con la conseguenza che il provvedimento in questione decreta l'espulsione più che la regolazione del gioco lecito, a tutto vantaggio dei soggetti legati a illecito e illegalità.

In Lombardia, rilevano, esistono 200 imprese di gestione-manutenzione di awp per conto dei concessionari, con circa 2.800 addetti alle sole funzioni di raccolta/manutenzione, 350 agenti di commercio, 700 impiegati aziendali; 20 imprese di costruzione - distribuzione di apparati elettronici – componentistica/ apparecchi, con 100 progettisti addetti, 250 operai, 90 impiegati, 60 agenti di commercio; circa 13.879 esercizi, tra dedicati (circa 765, con 3.075 addetti) e generalisti (circa 13.114, con circa 27mila addetti) che “vivono” totalmente o prevalentemente grazie all’offerta di gioco lecito.

"Oggi il gioco lecito è continuamente posto in discussione da norme penalizzanti per il settore. Eppur sottrae alla clandestinità ben 11 miliardi destinandoli alle casse dello Stato. L'Italia paga un clamoroso ritardo", ha detto Mario Negro, presidente onorario di As.Tro. "Essere uniti, al di là delle sigle associative di appartenenza, è già un ottimo risultato per affrontare le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi", ha spiegato Beppe Scesa, Consigliere As.Tro, responsabile Lombardia.

"Buona parte degli amministratori locali ci dipinge come dispensatori del germe ludopatico nascondendo all’opinione pubblica il nostro vero volto di operatori professionali del gioco lecito. Per invertire questa tendenza, è importante trovare con gli Enti locali un canale di dialogo finalizzato ad assicurare il giusto equilibrio tra tutela della salute e salvaguardia della filiera", ha dichiarato Giorgio Pastorino, Presidente STS.

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