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Banche venete, Bankitalia difende l'operazione: "Lo Stato non perde"

ECONOMIA
Banche venete, Bankitalia difende l'operazione: Lo Stato non perde

Lo Stato non perderà risorse a valle dell'operazione sulle banche venete. E se anche un costo dovessi esserci, sarebbe ampiamente giustificato dalla scelta di aver evitato uno shock al sistema finanziario e all'economia reale italiana. Bankitalia scende in campo per difendere l'intero schema che ha portato alla liquidazione di Veneto Banca e Bpvi e alla cessione dei loro asset 'buoni' a Intesa SanPaolo.

Quella messa a punto da Governo e Autorità, italiane ed europee, è "un'operazione necessaria, inevitabile" che "ha consentito di evitare uno shock al sistema finanziario e anche all'economia reale", visto che le due banche "hanno ventimila piccole e medie imprese come clienti", evidenzia più volte il vicedirettore generale Fabio Panetta, durante un briefing in Via Nazionale. Secondo elemento chiave, nella sua analisi, la possibilità di salvare il valore dei crediti deteriorati: grazie all'intervento dello Stato, e in particolare alla Sga del Tesoro, a cui sono destinati i crediti deteriorati e le attività non cedute a Intesa, "si è evitata una cessione quasi scellerata del credito, si farà in modo più paziente e con un vantaggio per lo Stato". Terzo elemento fondamentale, il pieno rispetto delle norme Ue: l'operazione si svolge "totalmente all'interno delle regole europee", assicura Panetta.

Puntualizzazioni piuttosto nette anche sul tema caldo delle risorse pubbliche impiegate. "Lo Stato potrebbe non perdere nulla o qualcosa di estremamente ridotto", assicura Panetta. Un concetto ribadito anche dal Capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo: "lo Stato anticipa una somma di cui tornerà in possesso nel tempo".

Bankitalia mostra anche fiducia per il futuro delle due banche, adeguatamente ripulite, all'interno del perimetro di Intesa SanPaolo. "Ha la dimensione, la struttura e il management per rendere redditizie le due banche", evidenzia Panetta. Altra rassicurazione, questa volta di Barbagallo, sul fronte occupazione. "Non ci saranno licenziamenti", scandisce, ricordando che "parte dei contributi dello Stato serviranno per accompagnare all'uscita i 4.000 dipendenti coinvolti" nell'operazione.

Quanto ai clienti, è una nota diffusa in apertura di giornata a tranquillizzare il pubblico e anche i mercati. "I clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli delle banche saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo". L’intervento, aggiunge Bankitalia, "assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior" e il decreto approvato in Cdm "prevede misure di ristoro per i titolari di strumenti finanziari subordinati retail".

I crediti deteriorati delle Banche, esclusi dalla cessione, saranno successivamente trasferiti a una società a partecipazione pubblica. "I diritti degli azionisti e le passività subordinate resteranno in capo alle Liquidazioni", ricorda Banca d'Italia. Mentre Banca Intermobiliare e Farbanca, che non sono state acquisite da Intesa Sanpaolo, "continuano la loro operatività in maniera ordinata, assicurando la continuità dei rapporti in essere con la clientela".

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