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Siccità, invasi scarsi ma nessun allarme per il sistema elettrico

La situazione è delicata ma sono già in atto contromisure

ECONOMIA
Siccità, invasi scarsi ma nessun allarme per il sistema elettrico

(Foto Fotogramma)

Se la siccità fa registrare una "scarsità" di risorsa negli invasi idroelettrici, "non siamo però in presenza di criticità" e "sono comunque già state prese in anticipo le dovute contromisure come la manutenzione degli impianti e della rete e l'interrompibilità". A tranquillizzare sull'andamento del sistema elettrico nazionale, nonostante le ondate di calore e la conseguente crisi idrica, è Terna che, interpellata dall'Adnkronos, rassicura: "Non c'è nessun allarme". Certo, rileva l'operatore delle reti per la trasmissione di energia elettrica, "la situazione è delicata" ma la società non si è fatta sorprendere ed "ha già preso tutte le precauzioni" affrontando per tempo e "con grande serietà" le conseguenze delle scarse precipitazioni, della poca neve caduta e delle ondate di caldo e, quindi della conseguente siccità.

Il primo allarme è arrivato a inizio giugno quando nel recente report semestrale Summer Outlook di Entso-E, l'associazione che riunisce i gestori di rete europei ha messo sotto la lente l’adeguatezza di capacità di generazione -tradizionale e rinnovabile- ed eventuali criticità in relazione al periodo estivo con le alte temperature e la crescita dei consumi elettrici, a livello continentale e di ciascun Paese. In particolare, ha rilevato l'Outlook, nel caso in cui dovessero persistere alte temperature, in Italia l’adeguatezza del sistema elettrico dovrà essere monitorata per l’intero periodo estivo, specialmente tra metà giugno e fine luglio, per via della "ridotta capacità di generazione disponibile che si riscontra soprattutto nelle regioni del Nord e Centro Nord".

Il sistema elettrico, segnala Terna, "è in un momento di grande trasformazione e quella che stiamo vivendo è una fase di transizione verso la de-carbonizzazione", coerentemente con la 'Energy Roadmap 2050' tracciata dalla Commissione Europea, che prevede nei paesi dell’Ue una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra fino all’80% rispetto ai livelli del 1990, con step intermedi: target del 40% nel 2030 e del 60% nel 2040. Il sistema elettrico italiano, in particolare, è caratterizzato da una sempre più massiccia penetrazione delle rinnovabili: 29 GW di eolico e fotovoltaico installati dal 2000 al 2016, di cui 19,5 GW di fotovoltaico e 9,5 GW di eolico, con una previsione di ulteriore crescita fino ai 50-60 GW nei prossimi anni, necessaria per rispondere agli obiettivi europei che prevedono per l’Italia al 2030 una quota di rinnovabili del 27% sui consumi finali, attualmente al 17,5%.

Secondo le stime Terna (Analyst Presentation 2017), in Italia eolico e fotovoltaico raggiungeranno complessivamente tra i 38 GW (Scenario Base) e i 57 GW, vale a dire fino a un quantitativo doppio rispetto a oggi. Questa fase di transizione energetica sta portando verso gli ambiziosi obiettivi di crescita della penetrazione per le rinnovabili, con benefici anche in termini di riduzione dei prezzi sul mercato elettrico.

Di contro, " si assiste ad una sempre minore disponibilità di capacità da fonti da fonti convenzionali", con la dismissione di circa 15 GW di impianti termoelettrici tra il 2012 e il 2016 e ulteriori 5-6 GW che risultano a oggi indisponibili, con possibilità di chiusura definitiva entro il 2018. Nel 2012, infatti, la potenza installata era di 77 GW mentre nel 2016 è di 62 GW. Lo scenario che si delinea, secondo gli osservatori esperti, è da un lato la riduzione della capacità termoelettrica e dall'altro la fine della overcapacity, l'eccesso cioè di capacità di generazione. Dunque si pone il tema di "adeguatezza del sistema elettrico", ovvero la capacità del sistema di far fronte alla domanda con la produzione.

Ma, almeno ad ora, la domanda di fabbisogno energetico non fa temere allarmi visto che il consuntivo del fabbisogno energetico monitorato in queste ore da Terna è in media tra i 44mila ed i 46 mila MW. Un dato ben lontano dal record registrato a luglio del 2015 quando si registrò un picco di consumi oltre i 60mila MW. Proprio nei giorni scorsi Terna ha diffuso i i dati sui consumi di energia elettrica in Italia e, nei primi cinque mesi del 2017, la domanda è stata "in linea (+0,1%) con il corrispondente periodo del 2016 (+0,8% a parità di calendario)".

Nel mese di maggio 2017, secondo quanto rilevato da Terna, la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 25,1 miliardi di kWh, in aumento dell’1,1% rispetto ai volumi dello stesso mese dell’anno precedente. La domanda dei primi cinque mesi del 2017 si è mantenuta pressoché in linea (+0,1%) ai volumi del corrispondente periodo del 2016. A parità di calendario il risultato è +0,8%. Anche a livello territoriale, la variazione tendenziale di maggio 2017 è stata positiva al Nord (+2,1%) e al Centro (+0,8%) e negativa al Sud (-0,9%).

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