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Morando: "Contributi al 50% per giovani neoassunti"

ECONOMIA
Morando: Contributi al 50% per giovani neoassunti

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Puntare alcuni miliardi di risorse sui giovani per un taglio drastico dei contributi per i nuovi assunti per i primi due anni cui far seguire un taglio strutturale più contenuto per chi viene stabilizzato in maniera definitiva. Sarà questa la "priorità assoluta" della prossima manovra di bilancio. A spiegarlo è il viceministro dell'Economia Enrico Morando in una intervista all'AdnKronos. Una manovra light, assicura, di entità pressoché dimezzata rispetto alle indicazioni del Def e che comunque continuerà a puntare sullo sviluppo (confermando il credito d'imposta per la ricerca, il superammortamento per le imprese e le agevolazioni ai contratti di secondo livello) oltre che tenere i conti in linea con le indicazioni di Bruxelles.

Ma partiamo dai giovani. "Dopo le misure adottate con le precedenti manovre (80 euro, Sia, e quattordicesima pensionati) che hanno migliorato le condizioni delle fasce più deboli ad eccezioni dei giovani -spiega Morando - è giunto il momento di intervenire massicciamente e univocamente per migliorare l'occupazione dei giovani. Per i quali , premette, la soluzione non è quella dell'assegno per tenerli a non fare niente. Occorre allora puntare alcuni miliardi in una operazione che agevoli l'ingresso nel mondo del lavoro. La mia idea è che per ogni giovane che viene assunto occorre prevedere per i primi due anni una fiscalizzazione degli oneri contributivi dell'ordine del 50%. Passati i due anni in capo a quel giovane deve rimanere una riduzione strutturale dei contributi di 4 punti percentuali da dividere al 50% tra impresa e lavoratore".

Misure crescita. Accanto ai giovani altro elemento essenziale della manovra resta quello della crescita. "L'obiettivo - spiega Morando - è quello di agire su diversi fattori per migliorare gli investimenti privati e pubblici e per far crescere la produttività. Perciò si cercherà di mantenere e rifinanziare le misure già adottate con le scorse manovre e che stanno funzionando. Si tratta del superammortamento del 140% per le imprese che investono in macchinari, che seppur deve rimanere una misura a tempo può essere prorogato per un altro anno. Vi è poi il credito d'imposta a favore degli investimenti per la ricerca. Si tratta di una misura che sta funzionando e che quindi deve essere prorogata e potenziata. Per migliorare poi la produttività occorre continuare sulla strada intrapresa di agevolare fiscalmente la contrattazione di secondo livello e migliorare le risorse per il welfare aziendale".

Conti in regola, correzione light. La prossima manovra, infine, oltre a puntare su giovani e sviluppo avrà una dimensione light, pari a circa la metà di quanto previsto nel Def. "Negli ultimi mesi - spiega Morando - sono intervenute tre novità positive. La prima è la nuova impostazione dell'Europa. Il confronto sviluppato con Bruxelles ci consente di affermare che la correzione strutturale per raggiungere il pareggio di bilancio non sarà dello 0,6% del Pil ma dello 0,3%. Si tratta di un risultato importante sul piano politico che dimostra che anche la Commissione si orienta non solo all'obiettivo fiscale ma anche alla crescita".

"La seconda - spiega Morando - è che con la manovrina correttiva già varata sono state introdotte misure strutturali che in parte andranno a ridurre l'entità delle clausole di salvaguardia da neutralizzare. Le clausole (Iva e accise) valgono circa 19 miliardi per il 2018, la correzione già fatta vale strutturalmente 5 mld su base annua. Quindi ne restano da neutralizzare 14 mld".

La terza novità è data dal miglioramento della crescita. "Per avere il quadro chiaro dell'andamento del Pil - spiega Morando - bisognerà attendere settembre ma tutti gli indicatori, dalla produzione industriale alle stime di Fmi e Bankitalia ci dicono che siamo in presenza di una ripersa più forte che si viene consolidando più del previsto. Si tratta -chiosa il viceministro- di tre novità importanti che incideranno sull'entità della manovra. La correzione ci sarà ma gli spazi per gli interventi per le politiche di sviluppo si allarga di molto".

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