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Codere, nel II trim. il fatturato sale del 7% e si consolida il risultato netto

ECONOMIA
Codere, nel II trim. il fatturato sale del 7% e si consolida il risultato netto

Alejandro Pascual, ad di Codere Italia e Coo Europe

Secondo trimestre 2017 con i conti in crescita per il Gruppo Codere. La multinazionale spagnola del settore del gioco privato ha annunciato oggi di aver registrato, nel periodo, una crescita del fatturato, consolidando il suo risultato netto su livelli di equilibrio. In questo periodo il Gruppo ha continuato a dimostrare "la solidità del proprio business, riportando risultati positivi in un contesto di aumento impositivo in Argentina, Italia e Colombia" sottolinea la multinazionale. In particolare, "la forza della domanda locale e la nostra eccellenza operativa in Argentina e Messico, insieme alla ripresa del business in Uruguay, sono risultati chiave in questo trimestre".

In particolare, nel secondo trimestre 2017, il Gruppo ha registrato un risultato netto con una perdita di 3,1 milioni di euro -un utile di 3,3 milioni di euro normalizzato da eventi non ricorrenti- rispetto alla perdita di 1.125 milioni di euro dello stesso periodo nel 2016, "derivata dalla contabilizzazione della ristrutturazione finanziaria". Il fatturato in termini globali, nel secondo trimestre dell'anno ha raggiunto i 409,4 milioni di euro, un 6,6% in più rispetto ai 383,9 milioni di euro registrati nel 2016. Il risultato, spiega la multinazionale, in gran parte dovuto alla crescita in Argentina 13,2%, in Messico 7,5% e in Spagna 5,7%.

Il risultato operativo lordo (EBITDA Normalizzato) ha raggiunto i 63,5 milioni di euro nel secondo trimestre del 2017, un 3,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, come "conseguenza dell’aumento delle imposte di gioco in Argentina e in Italia e a causa di una contrazione dei margini in Spagna". In questo mercato, l’EBITDA, segnala la multinazionale, "è stato pregiudicato da ridotti margini sulle scommesse a causa dei risultati eccezionalmente favorevoli ai giocatori e dai costi relativi all’apertura di nuovi punti vendita".

Il Gruppo Codere ha registrato un margine di EBITDA Normalizzato nel trimestre del 15,5%, 1,6 punti percentuali al di sotto dell’anno passato, principalmente dovuto alla caduta del margine in Argentina, Italia e Spagna per le ragioni sopra citate. Il risultato netto del secondo trimestre del 2017 ha registrato una perdita di 3,1 milioni di euro (un utile di 3,3 milioni di euro normalizzato da eventi non ricorrenti), rispetto alla perdita di 1.125 milioni di euro dello stesso periodo nel 2016, derivata dalla contabilizzazione della ristrutturazione finanziaria.

Gli investimenti realizzati dal gruppo Codere nel secondo trimestre 2017 ammontano a 23,6 milioni di euro, di cui 16,9 milioni destinati a progetti di mantenimento e 6,7 milioni alla crescita. Gli investimenti di crescita sono stati destinati soprattutto all’acquisizione di gestori AwP in Italia e alla crescita del business delle scommesse sportive in Spagna. A chiusura del secondo trimestre, la Compagnia contava con una cassa di 145,6 milioni di euro. Il parco macchine dell'operatore di gioco, (escludendo quelle gestite da terzi) è rimasto stabile rispetto al 2016, raggiungendo le 55.331 unità, la crescita del parco in Italia è stata compensata dalla razionalizzazione del nostro portfolio di punti vendita in Colombia.

L’Italia, terzo mercato di Codere, segna una battuta d’arresto nonostante la crescita di apparecchi istallati, sia Awp che Vlt. Per Alejandro Pascual, ad di Codere Italia e Coo Europe, "operare in Italia sta diventando sempre più complesso e meno redditizio". "Abbiamo attraversato un triennio, dal 2015 ad oggi che non ha eguali. Un mercato strutturato e vigilato, un unicum al mondo per controllo e innovazione tecnologica ritenuto un’eccellenza a livello internazionale, che sta subendo un costante processo di annientamento sulla base di convinzioni demagogiche senza alcun fondamento scientifico" aggiunge il top manager.

Pascual parla di "un attacco sociale e mediatico che porterà alla distruzione di un comparto industriale che dà lavoro, direttamente ed indirettamente a più di 120.000 persone e restituirà il settore alla criminalità organizzata". L’accordo concluso lo scorso 7 settembre tra Governo e Enti Locali rappresenta "l’ultimo atto di una lunga contrattazione che ha visto vicende alterne e che è andata avanti per più di un anno. Un anno in cui il Settore ha evidenziato le criticità di alcune scelte e di tanti provvedimenti ma che non hanno trovato posto nell’accordo finale".

L'Ad di Codere Italia, quindi, prosegue: "mi chiedo veramente come sarà possibile attuare una serie di previsioni contenute all’interno del documento approvato in Conferenza Unificata, come si potranno contemporaneamente garantire gli investimenti già effettuati lasciando però la discrezionalità agli EELL di decidere su tipologie di “luoghi sensibili” e orari. Gli effetti espulsivi di queste normative sono già stati ampiamente dimostrati e, nonostante ciò, ci continuiamo a confrontare con iniziative di carattere restrittivo che vengono sostenute dai decisori locali, spesso senza le adeguate istruttorie preventive, e poi confermate dai Tribunali".

In modo "assolutamente singolare", insiste Pascual, "stiamo operando ormai da anni in un contesto in cui il Settore del Gioco lecito viene attaccato costantemente ma che continua ad essere usato come inesauribile cassa da cui attingere. Basti pensare all’ultima “manovrina” di aprile che ha stabilità un innalzamento della tassazione di 1,5% sulle AWP e dello 0,5 delle VLT, senza un correttivo indispensabile sul payout". Era inevitabile che il settore degli apparecchi da intrattenimento ne risentisse negativamente e questo ha avuto ripercussioni anche sui dati del 2Q2017. "Adesso poi ci troviamo a dover affrontare la “riduzione” degli apparecchi da intrattenimento, così come previsto dal decreto pubblicato il 1 settembre e immediatamente operativo. La riduzione in sé e per sé era prevista e anche necessaria; tuttavia sarebbe stato opportuno declinare modalità e criteri chiari che non penalizzassero la libertà d’impresa e il marcato stesso: una nuova dura prova che rimetterà in discussione molti degli equilibri faticosamente raggiunti e genererà inevitabilmente una valanga di contenziosi", conclude Pascual.

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