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Bye bye Ryanair: piloti in fuga?

ECONOMIA
Bye bye Ryanair: piloti in fuga?

Il fondatore e ad di Ryanair Michael O'Leary (Fotogramma)

Pezzi non ne perde, ma piloti probabilmente sì. Ryanair, la compagnia aerea irlandese guidata da Micheal O'Leary, è stata costretta a lasciare a terra 400mila passeggeri per "un'errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti", tagliando dai 40 ai 50 voli al giorno per le prossime 6 settimane. Oltre alle ferie da smaltire, peserebbe anche la fuga di centinaia di piloti, che all'aviolinea irlandese avrebbero preferito compagnie concorrenti come Lufthansa, Iag e la low cost Norwegian.

Proprio quest'ultima, secondo 'The Irish Independent' sarebbe 'colpevole' di aver strappato alla cabine di pilotaggio di Ryanair oltre 140 comandanti negli ultimi mesi, che si sarebbero allontanati per andare a caccia di migliori condizioni lavorative. Una sciagura per il numero uno della compagnia irlandese O'Leary, che ha smentito la carenza dei piloti annunciando un "bonus" per i comandanti che rimarranno a bordo. Bonus che secondo 'The Irish Independent' ammonterebbe a 10mila euro a pilota.

Una corsa inutile, sembrerebbe, visto che ormai il danno è fatto. Anche la Ialpa, l'associazione dei piloti irlandesi non ha usato giri di parole per illustrare il fuggi fuggi generale dei piloti: nell'ultimo anno, scrive il sindacato in una nota, sono 718 i comandanti che hanno detto bye bye a Ryanair. Numeri che fanno riflettere se paragonati a quelli di cinque anni fa, quando gli addii si assestavano a quota 36.

Un ulteriore problema, denuncia ancora la Ialpa, si verifica quando i piloti lasciano le compagnie irlandesi e si uniscono ad altre compagnie aeree europee, creando caos nel calcolare il limite annuale delle 900 ore che sono tenuti a rispettare i piloti. Il calendario irlandese inizia infatti il primo aprile e finisce il 31 marzo dell'anno seguente mentre quello gregoriano va dall'1 gennaio al 31 dicembre.

Ad esempio, un pilota che lascia Ryanair a dicembre avendo accumulato 800 ore e inizia a volare in un'altra compagnia aerea europea a gennaio, accumulando altre 300 ore entro la fine di marzo, si ritroverebbe con 1100 ore, superendo così i limiti usati nel calcolo delle ore secondo il calendario irlandese. Un'anomalia, scrive il sindacato irlandese, che è stata portata all'attenzione delle autorità irlandesi ed europee in diverse occasioni.

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