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Ecco perché Ryanair è nel caos

ECONOMIA
Ecco perché Ryanair è nel caos

Un aereo Ryanair a Malpensa (FOTOGRAMMA)

di Fabiano De Micheli

Cancellazione di circa 50 voli al giorno per sei settimane, piloti che scelgono di andare via dalla compagnia low cost e altri che rinuncerebbero alle ferie per bonus di migliaia di euro, passando per le polemiche legate ai target di vendita degli assistenti di volo fino ai rimborsi per i passeggeri - che si sfogano sui social network - e un'interrogazione parlamentare.

Ryanair fa sapere di essere al lavoro per risolvere il problema delle ferie del personale e di aver contattato i 315mila passeggeri interessati dalla cancellazione dei 2.100 voli, ma intanto l'Antitrust ha aperto un procedimento istruttorio nei confronti del vettore aereo irlandese per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.

COSA E' ACCADUTO - L'Autorità contesta che "le numerose cancellazioni dei voli effettuate o da effettuarsi nelle prossime settimane, secondo quanto riportato da notizie stampa, potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza di cui all'art. 20 del Codice del Consumo, nella misura in cui sarebbero in larga misura riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note al professionista, quindi non a cause occasionali ed esogene al di fuori del suo controllo, causando notevoli disagi ai consumatori che avevano da tempo programmato i propri spostamenti e già prenotato e pagato il relativo biglietto aereo".

Il problema, ha rilevato lo scorso lunedì il il ceo di Ryanair, Michael O'Leary, deriva dal fatto che "stiamo offrendo ai piloti un sacco di vacanze nei prossimi quattro mesi". Il numero uno della compagnia ha però assicurato che ''tutti i passeggeri del 2% dei voli cancellati saranno ricollocati''.

LE FERIE - Martedì 19, infatti, è emerso che per garantire la puntualità dei voli e consentire al personale di andare in ferie il vettore low cost ha dovuto cancellare 2.100 voli fino alla fine di ottobre.

Ma oltre alle ferie da smaltire, influirebbe anche la fuga di centinaia di piloti che all'aviolinea irlandese avrebbero preferito compagnie concorrenti. Secondo 'The Irish Independent', tra i competitor, la low cost Norwegian sarebbe 'colpevole' di aver portato via negli ultimi mesi oltre 140 comandanti alla ricerca di migliori condizioni lavorative.

I BONUS - Il numero uno della compagnia ha smentito il problema della carenza dei piloti, annunciando un bonus per i comandanti che rimarranno. Bonus che, sempre secondo 'The Irish Independent', ammonterebbe a circa 10mila euro a pilota.

La Ialpa (Irish Air Line Pilots' Association), associazione dei piloti irlandesi, ha invece comunicato che nell'ultimo anno sono 718 i comandanti che hanno lasciato Ryanair.

LE ORE DI VOLO - Ulteriore problema, denuncia ancora Ialpa, si verifica quando i piloti lasciano compagnie irlandesi per unirsi alle europee, creando caos nel calcolo del limite annuale di 900 ore che i piloti devono rispettare.

E ancora: altra 'grana' per Ryanair è legata a quanto raccontato dal 'The Irish Times', che ha pubblicato quella che dovrebbe essere una mail inviata al personale della compagnia a marzo.

I PROFUMI DA VENDERE - Nel documento si legge che ogni hostess e ogni steward deve riuscire a vendere "almeno un profumo a testa durante ogni viaggio, un pasto, un prodotto di cibo fresco e 8 gratta e vinci". E chi non riesce a piazzare i prodotti nella lista deve dare spiegazioni a un supervisore.

Il quotidiano irlandese, citando un portavoce di Ryanair, circa un mese fa spiegava come l'equipaggio è costantemente incentivato a vendere prodotti a bordo. "Quelli con la migliore performance - raccontava il portavoce - vengono ricompensati con bonus".

QUALI EFFETTI - Alla luce di tutto ciò, nei giorni scorsi Ryanair ha subito alti e bassi in Borsa: le azioni del vettore irlandese sono finite in ribasso di quasi il 5% lunedì mattina, per recuperare poi in parte.

Nella giornata di martedì, ad esempio, la compagnia ha parzialmente recuperato (fino ad un +2,3% a Londra) e - mentre stiamo scrivendo - è tornata a un -2.36% sempre alla London Stock Exchange.

L'INTERROGAZIONE - Per quanto riguarda l'Italia, intanto, 25 senatori del Pd hanno presentato al governo un'interrogazione urgente, a prima firma del senatore dem Daniele Borioli. Obiettivo: avere garanzie per il rimborso dei biglietti oltre al risarcimento dei danni subiti dai passeggeri che avevano programmato e acquistato i voli soppressi; riconoscimento poi da parte della compagnia irlandese dei danni economici e d'immagine causati alle società aeroportuali, alle Regioni e agli Enti locali.

"Siamo passati in poche settimane - sottolinea Borioli - da uno scenario che vedeva Ryanair muoversi da primo attore nella trattativa Alitalia a un repentino 'tonfo', destinato a causare un gravissima turbativa nei collegamenti aerei".

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