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Accademia Agricoltura: consumo di carne tra fake news e sostenibilità

ECONOMIA
Accademia Agricoltura: consumo di carne tra fake news e sostenibilità

Il ruolo della carne nella nutrizione umana e il suo impatto sulla salute umana e sull'ambiente. Se ne è discusso oggi a Bologna al convegno organizzato dall'Accademia Nazionale dell'Agricoltura al Comando Regionale dei Carabinieri Emilia Romagna. Tema caldo, le false informazioni trasferite attraverso i media e i social, tra cui il consumo apparente e quello reale.

"I numeri che leggiamo ogni giorno sono delle fake news - ha spiegato Giorgio Cantelli Forti, presidente dell'Accademia Nazionale dell'Agricoltura -, succede in tutti i settori, anche nel campo alimentare. Combattere la carne è diventata una moda, in particolare la carne rossa. La carne è diventata un oggetto di attacco mediatico per screditarne il consumo, mentre contiene elementi indispensabili come la vitamina B12, amminoacidi e ferro necessari per la nostra salute". I vegetali non ne contengono a sufficienza, soprattutto per gli organismi in via di sviluppo.

"Ci sono tante bufale da sfatare: - ha continuato Cantelli Forti - il caso della mucca pazza che fu descritta come una epidemia, quando ci furono solo due casi accertati. In più si è poi scoperto che si trattava di una sindrome nota e presente già prima di quegli anni, che però a causa del ritorno mediatico portò in poche settimane ad un grosso calo del consumo di carne - in particolare in Italia - e quindi della perdita di allevamenti di bovini. Questo ha portato a dover importare poi le carni dall'estero quando la bufala si sgonfiò".

Altra bufala è la moda delle diete vegane. Secondo Cantelli Forti oltre a mettere in crisi le aziende dell'allevamento italiano, non è detto che siano più salutari. Per esempio si sono verificati casi di sindrome di Saturnismo, ovvero di piombo nell'organismo, grazie anche all'importazione di verdure e ortaggi prodotti in zone inquinate tipo Cina o sud est asiatico.

E inoltre, secondo Cantelli Forti, un'altra bufala consiste nella ripresa dei media dello studio dell'OMS, sulla carne rossa cancerogena. In realtà sono le lavorazioni e le trasformazioni che portano a questo problema e non la carne stessa. Ogni discorso dovrebbe partire sempre dalle dosi assunte. Ogni elemento assunto esageratamente porta problemi per la salute.

A parlare dell'impatto ambientale della produzione di carni, di spreco alimentare o sostenibilità economica della produzione è stata Lara Sanfrancesco, segretario generale Carni Sostenibili, che ha parlato dei 5 volti della Sostenibilità delle carni. La clessidra ambientale per esempio, che tenendo conto della dieta mediterranea, con le quantità di carne e frutta e verdura da consumare in una settimana, mostra come il consumo di carne e di verdura abbia più o meno lo stesso impatto sull'ambiente, sfatando molte ideologie.

Il settore alimentare in Italia rappresenta 180 miliardi di euro di cui il 15% è il valore del settore zootecnico che dà lavoro a circa 180 mila lavoratori. Molto importante è il ricambio generazionale all'interno del settore con nuovi giovani laureati che portano maggiori competenze nelle aziende. Del resto, "il 23% dei giovani vuole trovare uno sbocco nell'agricoltura - ha spiegato nel suo saluto Adolfo Fischione, generale dei Carabinieri - ed è compito delle istituzioni offrire nuove opportunità di lavoro con agevolazioni e aiuti. Perchè il settore agricolo è importantissimo per tutta l'economia".

La produzione di carne vede 1,2 milioni di tonnellate di salumi, un settore avicolo autosufficiente che anzi esporta il 14% della produzione. "L'allevamento 4.0 è il nuovo obiettivo, - secondo Sanfrancesco - dalla produzione di biogas o istallazione di pannelli solari per essere autosufficienti dal punto di vista energetico, al riciclo con i nuovi utilizzi dei materiali di scarto in tutte le fasi del processo produttivo. La maggior parte degli sprechi nel processo produttivo infatti (circa il 45%) sono oggi al termine del processo , ovvero quello del consumatore".

Nonostante tutto il consumo apparente di carne nel mondo aumenterà ancora nei prossimi anni sforando i 300 milioni di tonnellate l'anno soprattutto in paesi come l'Asia. In Italia rimane la carne suina la più consumata con oltre i 40Kg l'anno procapite, stabile quella del pollame, in calo la carne bovina.

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