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Vivendi, Macron: "Francia non dà istruzioni a gruppo privato"

ECONOMIA
Vivendi, Macron: Francia non dà istruzioni a gruppo privato

(Afp)

"Lo Stato francese non dà istruzioni nella strategia di investimento ad un attore come Vivendi che ha capitali privati, un'azionista di riferimento che è un privato francese". Ad affermarlo è il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier italiano, Paolo Gentiloni. Il dossier Vivendi-Telecom-Mediaset, spiega, "non riguarda le politiche dello Stato francese. Si tratta di una situazione molto diversa rispetto a Stx perché non ci sono in palio capitali pubblici".

Per Macron l'essenziale "è che gli attori impegnati rispettino i diritti. I settori come le telecomunicazioni e l'energia sono sottoposti ad una regolazione nazionale ed europea". I gruppi su questi temi "devono ragionare in modo intelligente e costruttivo. Il mercato per i gruppi francesi e italiani è europeo e mondiale e bisogna competere con gruppi internazionali. Bisogna trovare delle sinergie vere e delle partnership industriali solide".

Il presidente francese, che dice di "conoscere la vivacità di certi dibattiti pubblici in Francia e in Italia che su questo sono paesi simili", ha auspicato che "i nostri attori industriali sviluppino uno spirito di cooperazione per creare dei campioni europei che abbiano un senso, per preservare l'investimento e l'occupazione nei paesi in cui sono presenti e mantenere la capacità a competere a livello internazionale".

L'Europa, spiega ancora Macron, "ha perso molto tempo nelle guerre civili sul piano politico, burocratico e a volte anche sul piano industriale. La madre di tutte le battaglie ormai è il mondo. Dobbiamo costruire dei leader o delle alleanze non per aumentare la concorrenza sui nostri mercati domestici ma per resistere alla concorrenza internazionale e proiettarsi verso i mercati a livello mondiale".

Macron auspica che gli industriali francesi "guardiano ai progetti in Italia o altrove non solo in una logica di consolidamento ma anche in uno spirito di rispetto, di cooperazione in modo da creare attori più solidi a livello internazionale".

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