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Pirelli in Borsa, sarà un buon affare?

ECONOMIA
Pirelli in Borsa, sarà un buon affare?

Immagine di repertorio (Fotogramma)

di Federica Mochi

E' ancora presto per stabilire se si tratterà di uno dei più grandi collocamenti dell'anno. Certo è che Pirelli rientra in Borsa con un'azienda notevolmente rinnovata rispetto a quella presente sul listino milanese fino a due anni fa. Il 4 ottobre il gruppo della Bicocca debutterà a Piazza Affari al valore minimo della forchetta (6,5 euro per azione). Le aspettative sono tante, sulla carta il potenziale è altissimo e ora bisognerà capire se il titolo riscuoterà successo tra chi investe in Borsa.

"E' un marchio storico che torna a Piazza Affari, un'azienda che rispetto alla sua precedente uscita dal mercato si è notevolmente ammodernata - spiega all'AdnKronos l'analista Massimo Intropido, fondatore e responsabile di 'Ricerca e Finanza' -. Inoltre, parliamo del costruttore di pneumatici che ha la maggiore visibilità al mondo, essendo fornitore unico della Formula Uno. Il suo è un titolo che per capitalizzazione verrà inserito nell'indice principale Ftse/Mib".

"Tuttavia - sottolinea l'esperto - si tratta di un titolo che è stato valutato a un prezzo piuttosto elevato rispetto alla sua situazione attuale, ma certamente ha un enorme potenziale di crescita a livello aziendale. Di conseguenza, nel tempo, il prezzo attuale potrebbe essere più che giustificato". Rientrare in Borsa, per gli azionisti di riferimento significa "monetizzare il lavoro di organizzazione che è stato fatto" spiega ancora Intropido.

PERCHÉ IL PREZZO DI VENDITA È STATO FISSATO A 6,50 EURO PER AZIONE? - Il prezzo dell'offerta di vendita (identico sia per l'offerta pubblica sia per il collocamento istituzionale) è stato fissato a 6,50 euro per azione, "un pelo sopra al livello minimo, che è 6,3 - commenta l'eperto -. Il prezzo oscillava tra un minimo di 6,3 euro e un massimo di 8,3 euro e nella prima settimana di presentazione c'erano voci di un possibile prezzo a 7,20. Invece 6,50 è appena sopra la parte bassa della forchetta perché il mercato già trova questa valutazione elevata. Non è eccessiva, certo, ma neanche a sconto. Se le cose proseguiranno come stanno andando adesso a livello aziendale, il titolo potrà salire tranquillamente oltre quel livello, perché il mercato incorporerà una crescita aziendale spalmata su diversi anni".

RISCHI E OPPORTUNITA' - Con la quotazione le prospettive per l'azienda non sembrano tuttavia mutare. "Il problema semmai possono essere le prospettive per chi sottoscrive il titolo - spiega Intropido - nonostante sia un titolo che non viene quotato a un prezzo di sconto, ci sono tutte le premesse perché Pirelli cresca a livello di fatturato e utile più dei suoi competitor. Questo, a lungo andare, potrebbe rendere la quotazione un buon affare".

Va comunque sottolineato che nel breve periodo il titolo potrebbe scendere. "Già subito dopo la quotazione - nota l'esperto - se ad esempio dovesse scendere il mercato". Del resto, nonostante non sia un titolo collocato a dei prezzi di forte sconto, "la domanda è stata molto alta" puntualizza Intropido. Un dato "molto positivo perché significa che il mercato vuole assolutamente questo titolo. Ciò giustifica il fatto che è stato collocato su delle quotazioni elevate; si sapeva che ci sarebbe stata una domanda molto consistente".

PUÒ ESSERE APPETIBILE PER CHI INVESTE IN BORSA? - Chi investe in Borsa potrebbe trovare interessante il titolo, "purché non sia l'unico che si mantiene in portafoglio - chiosa l'esperto - discorso che vale per qualsiasi titolo".

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