Cremonini, contro la carne una battaglia 'di moda'

"Dobbiamo mangiare poco di tutto e soprattutto prodotti buoni e sani". Lo ha sottolineato Il fondatore dell'Inalca Luigi Cremonini intervenendo al convegno sul tema “Zootecnia 4.0: il modello italiano di allevamento bovino integrato e sostenibile per le sfide del futuro” organizzato per presentare il nuovo eco-distretto zootecnico di Bonifiche Ferraresi. "Siamo partiti a lavorare nel '58, in un mondo difficile che piano piano si è spopolato. Dalla Val d'Aosta alla Sicilia non c'è campagna in cui non ci sia una casa colonica in cui abbia vissuto un allevatore di bovini. Le mode di oggi che tolgono all'uomo l'essere un onnivoro, cosa che invece è da sempre, dovrebbero avere meno megafoni" ha auspicato Cremonini.

"Come ministro sono molto preoccupata da alcune mode alimentari", gli ha fatto eco la responsabile della Salute Beatrice Lorenzin, chiudendo i lavori e lamentando come "viviamo dentro mode che spesso non sono spontanee, ma nascono anche da gruppi di interesse". "E' una battaglia come lo è stata quella sui vaccini. Anche quando una notizia è totalmente falsa ma potente, ha seguaci. Abbiamo riscontrato casi di rifiuto completo della proteina; e arrivano nei nostri ospedali bambini con forme di rachitismo, malnutriti come se ne vedono in paesi con problemi di carestie. La piramide alimentare della dieta italiana è patrimonio dell'Unesco e ha al vertice la carne. Noi dobbiamo garantire la salute della filiera perchè sia garantita la salute del consumatore: in un mondo che va verso l'obesità, la qualità del cibo è fondamentale".

Il centro zootecnico di Bonifiche Ferraresi vanta 10 stalle super tecnologiche realizzate su 33 mila metri quadri di superficie e una capienza di 9 mila capi da carne a rotazione annuale. La razione alimentare è totalmente composta da alimenti provenienti dai 1700 ettari dedicati a Jolanda di Savoia di proprietà dell'azienda e tutto il letame è recuperato e destinato alla fertilizzazione naturale dei campi. Poi gli ampi spazi per le mangiatoie, i doppi abbeveratoi e la ventilazione centralizzata a comando elettronico rendono il centro zootecnico un punto di riferimento mondiale per il rispetto del benessere animale.