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Nautica: Ucina, su nuovo codice Parlamento faccia prevalere ragioni sviluppo

'In audizione sottolineata esigenza ripristinare semplificazioni'

ECONOMIA
Nautica: Ucina, su nuovo codice Parlamento faccia prevalere ragioni sviluppo

UCINA Confindustria Nautica chiede "con forza al Parlamento e, in particolare, al Senato, che in questa legislatura si è distinto per gli interventi di rilancio e supporto al settore, di fare prevalere le ragioni di una politica di sviluppo e di far proprio il lavoro scaturito dai tavoli tecnici". Lo sottolinea Ucina in una nota riportando i contenuti dell'audizione al Senato sulla revisione del Codice della Nautica, alla quale hanno partecipato Maurizio Balducci, vice presidente dell'Associazione di categoria e Roberto Neglia, responsabile dei rapporti istituzionali.

"In seguito il testo condiviso, licenziato a inizio gennaio, ha subito radicali modifiche che lo hanno trasformato rispetto alla versione originaria” – ha spiegato Balducci in commissione - Quello che dobbiamo ricordare è che in nostro mercato ha già pagato duramente, durante in questi anni di crisi, le scelte politiche sbagliate". "Si tratta innanzitutto – è stato sottolineato dalla delegazione UCINA – di recuperare il riferimento all'Archivio telematico delle unità da diporto” già legge dello stato dal 2012 ma ancora non operativo per la mancanza dei decreti attuativi".

"Vanno inoltre ripristinate - continua - le importanti semplificazioni già validate a livello tecnico, in particolare quelle per l’iscrizione per le unità da diporto, per quelle a uso commerciale, quella a favore delle navi iscritte al registro Internazionale, sulla locazione finanziaria, per gli adempimenti dei cittadini italiani residenti in paese comunitario, per le unità provenienti da bandiera estera, per l’uso della targa prova, sul titolo professionale, sulla corretta definizione della figura professionale del mediatore del diporto, sul ricovero a secco di natanti, sull’assistenza e traino per imbarcazioni e natanti in mare, per l’adeguamento alla direttiva 2013/53/UE", necessaria per rendere effettiva la tutela dell'immissione dei prodotti sul mercato". "Oltre a questo vanno discusse e approvate tutte le semplificazioni già licenziate dal tavolo tecnico di lavoro sulla regolamentazione della disciplina in materia di sicurezza delle unità da diporto e della navigazione da diporto, ivi comprese - conclude Ucina - quelle commerciali.

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