Manovra, contributi dimezzati per tre anni agli under 30

E' pronta negli uffici tecnici del governo la norma per tagliare i contributi sui neoassunti da inserire nella Legge di Bilancio. A quanto apprende l'Adnkronos, sono confermate le decontribuzioni al 50% a favore dei giovani fino a 29 anni per 3 anni fino a un massimo di 4.030 euro. Decade quindi in via definitiva l'ipotesi di innalzare il tetto a 32 anni, per evitare difficili negoziati con la Commissione europea. Così come viene abbandonata l'ipotesi di limitarla a due anni per contenere l'onere finanziario dell'operazione viste le scarse risorse disponibili.

La decontribuzione per i giovani costerà a regime, mediamente, circa 1 mld di euro l'anno, sarà strutturale e a livello nazionale. Dopo il triennio non ci sarà alcun decalage dell'incentivo, visto il carattere permanente della misura, e scatterà la contribuzione ordinaria.

CASSA INTEGRAZIONE - Secondo quanto riferito all'Adnkronos, il governo punta inoltre a inserire in legge di Bilancio gli incentivi per la ricollocazione dei lavoratori in Cigs a causa di crisi aziendali. La stesura finale della norma, da applicare in accordo con i sindacati, permette al lavoratore, su base volontaria, di accedere all'assegno di ricollocazione già in fase di Cigs e non dopo il licenziamento.

Per evitare flop si introdurrebbero incentivi sia per l'impresa che assume a tempo indeterminato, che incasserebbe così l'assegno di ricollocazione, sia per il lavoratore al quale sarebbe versata parte, si pensa alla metà, della quota di Cigs residua. Il costo dell'operazione è esiguo, pari a qualche decina di milioni di euro: 20 mln già basterebbero a finanziarla su base annua.

Il nuovo meccanismo di incentivazione potrebbe seguire le stesse modalità previste per le agevolazioni per chi assumeva dalle liste di mobilità. Terminato lo scorso gennaio, questo schema introduceva per il datore di lavoro due tipi di benefici: contributivi, con una riduzione delle aliquote previdenziali (Inps) a suo carico, ed economici, con un contributo mensile, corrispondente a una percentuale dell'indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore se fosse rimasto disoccupato (a differenza del beneficio contributivo, che è applicabile anche ai contratti part-time, l'incentivo economico presuppone che l'assunzione o la trasformazione vengano effettuate a tempo pieno).