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Acqua, in arrivo nuova metodologia per analisi economica

ECONOMIA
Acqua, in arrivo nuova metodologia per analisi economica

In arrivo un Manuale operativo e metodologico per l’implementazione dell’analisi economica nel prossimo ciclo di pianificazione distrettuale sotto l’egida della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle acque. L’occasione per presentare le principali linee guida che porteranno all’approvazione del Manuale, da parte del ministero dell’Ambiente, è stato il Festival dell’Acqua di Bari.

Il Manuale, la cui approvazione definitiva è attesa per la fine dell’anno, vede il coinvolgimento dei diversi e principali attori istituzionali coinvolti nella gestione della risorsa idrica (a partire dall’Aeegsi per il servizio idrico integrato, al Mipaaf per la parte agricola, alle Autorità di distretto, Istat e Crea). La collaborazione è accompagnata anche da un supporto informativo che mette a sistema le numerose banche dati “settoriali” inerenti i vari usi della risorsa, affinché l’implementazione dell’analisi economica si basi su dati certi, unici e condivisi.

In particolare, il manuale affronta il tema dell’analisi economica dei piani di gestione delle acque in un processo di pianificazione complessa e integrata che troverà attuazione nei vari strumenti di pianificazione settoriali (come i piani d’ambito e i Psr).

L’analisi economica riguarda le valutazioni di tipo economico di tutti gli utilizzi idrici che impattano sulla risorsa, a partire dal servizio idrico integrato, all’agricoltura, all’industria e agli altri servizi ed usi rilevanti, e costituisce uno strumento di supporto alla pianificazione strategica distrettuale, finalizzato a verificare tutte le dimensioni di sostenibilità delle scelte del Piano, da quelle ambientali, a quelle economiche e sociali al fine di selezionare le misure efficaci e sostenibili per il raggiungimento e mantenimento dello stato obiettivo di tutti i corpi idrici.

Uno strumento che consentirà di comprovare con maggiore efficacia l’adeguato contributo al recupero dei costi sostenuto da ciascun settore e dimostrare il rispetto del principio comunitario del “chi inquina paga – chi usa paga”.

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