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Le carte di Visco sul "caso banche"

ECONOMIA
Le carte di Visco sul caso banche

Ignazio Visco (Fotogramma)

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, al centro di un caso dopo la mozione del Pd contro di lui, si è recato mercoledì pomeriggio a palazzo San Macuto, dove si riunisce la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, per incontrare il presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini e fornire l'elenco dei documenti richiesti relativi alle crisi bancarie.

Il Governatore, si legge in una nota, "in spirito di collaborazione istituzionale, ha fornito alla Commissione l'elenco dei documenti richiesti che saranno messi a disposizione non appena ultimata la classificazione di segretezza in corso da parte degli uffici della Banca d'Italia".

Il presidente Casini "ha inviato una lettera a Visco per chiedere la documentazione", ha ricordato il vice presidente della Commissione Renato Brunetta. Il Governatore, ha spiegato, "è venuto a illustrare al presidente e ai vice presidenti la banca dati e le modalità di fruizione della stessa che Bankitalia metterà a disposizione una volta terminate alcune verifiche di riservatezza previste dalla legge". Brunetta, quindi, ha annunciato che è stata concordata un'audizione, "probabilmente la prossima settimana", per il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo, mentre quella del Governatore sarà certamente dopo.

La mossa di Visco non è piaciuta però ai 5 Stelle. "Ma cosa va a fare Ignazio Visco, in via informale e a porte chiuse, dal presidente della Commissione d'inchiesta sulle banche Casini e alla presenza esclusiva dei due vicepresidenti? Siamo di fronte a comportamenti non solo irrituali, ma istituzionalmente gravissimi", denunciano i portavoce Cinquestelle membri dell'organismo bicamerale.

I Cinque Stelle non nascondono disappunto per l'incontro "soprattutto alla luce del momento e considerato il fatto che il governatore di Bankitalia sarà audito a breve dalla bicamerale". "Perché Visco si consulta con Casini, Marino e Brunetta? Non possiamo nemmeno accettare l'indiscrezione per cui si tratterebbe solo di un colloquio preparatorio. In che senso lo sarebbe, eventualmente? Stanno rivedendo il copione dell'audizione? Prendono tè e pasticcini chiacchierando amabilmente?", ironizzano dal M5S.

"Già abbiamo spiegato perché la Commissione è una farsa. Non vorremmo che si trasformasse anche in un teatro delle ombre con testimonianze precotte o pilotate da apparecchiare in favore della pubblica opinione ignara. Siamo di fronte ad abusi che calpestano le istituzioni, una conduzione dei lavori irresponsabile, scandalosa, senza precedenti".

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