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Bankitalia, Mattarella nomina Visco

ECONOMIA
Bankitalia, Mattarella nomina Visco

(Fotogramma)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di nomina di Ignazio Visco a Governatore della Banca d'Italia. Lo rende noto il Quirinale in un comunicato. La nomina è stata fatta "su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, acquisito il parere favorevole del Consiglio Superiore della Banca d'Italia".

Assenze di rilievo nel Consiglio dei ministri di questa mattina, durante il quale il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha indicato il nome di Ignazio Visco come governatore della Banca d'Italia. Mancavano infatti il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, nonché vicesegretario del Pd; il titolare delle Infrastrutture, Graziano Delrio; quello dello Sport, Luca Lotti; e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, sostituita dalla ministra per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, nella funzione di segretaria della riunione.

In pratica quattro esponenti vicini al segretario del Pd, Matteo Renzi, contrario alla riconferma di Visco al vertice di via Nazionale.

'L’ordine' è rimasto sotto traccia fino all’ultimo. Tanto che stamattina, entrando nella sala del Cdm, più di un ministro pare sia rimasto stupito dall’assenza degli esponenti Pd più vicini a Matteo Renzi e della sottosegretaria Boschi. "Ma, tu lo sapevi? Io no", ha chiesto qualche ministro dem al suo vicino in Consiglio.

Formalmente, gli assenti erano giustificati: Maurizio Martina era a Napoli per la Conferenza programmatica del Pd. Luca Lotti aveva impegni precedenti. Per Graziano Delrio e Maria Elena Boschi l’assenza era dovuta a motivi di salute. Tant’è. Ma il segnale è arrivato chiaro: il Cdm che ha confermato Ignazio Visco al vertice di Bankitalia non ha potuto contare sugli esponenti di più stretta osservanza renziana.

A percepire la tensione è stato subito Dario Franceschini che, nell’ambito di una riunione lampo, ha preso la parola dopo che il premier Paolo Gentiloni aveva annunciato le sue scelte. Il senso del ragionamento del ministro della Cultura è stato: siamo a un passaggio fondamentale, anche a livello politico-istituzionale. E stiamo parlando di una scelta delicata, che comporta l’esistenza di un rapporto di fiducia del presidente del Consiglio. Per questo, Franceschini ha proposto di approvare senza discussione la proposta del premier sulla conferma di Visco a Bankitalia.

Ma l’assenza dei ministri renziani ha avuto strascichi nel post-Consiglio. Quando gli esponenti Pd si sono ritrovati in un capannello in cui sarebbe emerso un certo disappunto per le assenze. Anna Finocchiaro, Andrea Orlando, Marco Minniti, Roberta Pinotti e Dario Franceschini che, si apprende, avrebbe smorzato: "Non c’è nessuna polemica".

Ma qualche malumore deve essere rimasto, se invece è vero che qualcuno ha osservato: "L’assenza è una prova di debolezza, quattro esponenti che mancano e invece tutta la delegazione Pd è presente".

RENZI - "Sulla Banca d’Italia, come sapete, ci sono state delle opinioni diverse anche al nostro interno - ha detto Renzi a Catania - Io ho espresso le mie valutazioni in modo molto sereno e molto chiaro. Oggi si è fatta una scelta diversa e noi auguriamo buon lavoro al governatore nuovamente nominato dicendo che per noi la discussione è terminata con le modalità che conosciamo, e che sono previste dalle istituzioni. Punto e basta. Buon lavoro al governatore Visco".

"Ciascuno - ha aggiunto - rimane con le proprie idee, ma il fatto che si possa essere di opinioni diverse non cambia nulla al desiderio di lavorare insieme per il futuro del Paese". "Io sono uno di quelli - ha infine evidenziato Renzi - che non le manda a dire. Ho argomentato le mie idee, la scelta è stata diversa da come avrei auspicato ma oggi il rispetto istituzionale prevede che si faccia gli auguri di buon lavoro al governatore Visco e si chiude qui".

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