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Bankitalia, Visco assicura: "Daremo conto nostro operato"

ECONOMIA
Bankitalia, Visco assicura: Daremo conto nostro operato

Poche parole, in chiusura di un intervento molto istituzionale: "del nostro operato non esitiamo a dare conto alle istituzioni e al Paese". Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, appena riconfermato in Via Nazionale, delude chi attendeva una replica esplicita alle polemiche aspre che hanno accompagnato la decisione di accordargli un nuovo mandato alla guida di Palazzo Koch. E sceglie il profilo che ha sempre contraddistinto la sua gestione, all'insegna del rigore nell'analisi, senza concedersi neanche un passaggio 'a braccio', come invece aveva fatto in occasione delle ultime Considerazioni Finali.

Poche parole, ma chiare. Anche quando entrano nel merito. Per garantire che "sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa" e per evidenziare che "la tutela del risparmio richiede stabilità monetaria e finanziaria" e che "le decisioni e gli interventi della banca centrale e di vigilanza le perseguono con determinazione". Quindi Visco circoscrive le responsabilità di Via Nazionale. Primo, "la supervisione riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla". Secondo, gli accertamenti della Vigilanza "non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all'Autorità giudiziaria e alle forze di polizia". Terzo, "le banche sono imprese e in condizioni normali, anche in presenza di difficoltà, la Vigilanza non può sostituirsi agli amministratori". Puntualizzati questi aspetti, il Governatore prima ribadisce che "i fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all'autorità giudiziaria" e poi guarda ai possibili rimedi: "e' necessario approfondire le cause che hanno determinato i ritardi e operare per rendere più rapide le procedure di gestione" delle crisi.

Visco parla in un clima piuttosto controllato, come se la tensione accumulata nelle scorse settimane imponga particolare attenzione alla forma oltre che alla sostanza. Unica deroga, il sostegno che i banchieri in platea affidano a un applauso quando, in apertura dei lavori, il padrone di casa e presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, parla di "polemiche non necessarie per una riconferma attesa con partecipazione".

Poi arrivano gli altri interventi. Che rispettano lo stesso canovaccio: nessun riferimento alla conferma di Visco e, anzi, elementi di riflessione che vanno oltre la scelta Governatore. Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli riconosce a Via Nazionale "orientamenti sempre equilibrati e costruttivi per irrobustire la ripresa" ma quando parla di Vigilanza lo fa guardando alla Commissione di inchiesta parlamentare, confidando in "conclusioni rapide che attribuiscano le responsabilità a chi le ha avute".

Quindi, è il turno del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Che non fa cenno alla conferma di Visco ma "ai casi specifici di crisi" che sono stati affrontati, parlando di "un coordinamento non sempre facilissimo con le istituzioni europee, le autorità di Vigilanza e di Risoluzione" ed evidenziando che grazie all'intervento del Governo è stato "evitato che casi problematici specifici degenerassero a livello sistemico". L'obiettivo è stato perseguito cercando "soluzioni che non creassero instabilità" e "non coinvolgendo il contribuente pubblico", tenendo ferma la barra sulla "protezione dei soggetti più deboli, come la clientela al dettaglio". A questo punto, comunque, osserva Padoan,"molto resta ancora da fare".

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