Come trasformare lo stage in un contratto

Poco tempo a disposizione e tanto da imparare. Sempre nella speranza che la dura gavetta in azienda ripaghi, trasformando lo stage in un contratto di lavoro. Essere stagista non è certo il ruolo più facile del mondo, e certamente non si tratta della via più sicura verso il successo: secondo il 'Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie 2017' redatto dal Ministero del Lavoro, infatti, su un totale di 318mila tirocini attivati nel corso del 2016, solo 103mila si sono poi formalizzati in un nuovo impiego. Una percentuale del 32,4% che evidenzia quindi come non sia sempre automatico arrivare alla formalizzazione del contratto.

Ma perché accade? Poca umiltà, bassa capacità di attenzione, mancanza di professionalità, scarsa proattività, poca voglia d'imparare, difficoltà nella socializzazione, scarsa propensione al sacrificio e al rispetto delle figure responsabili come i superiori o il capo. Queste, secondo l'approfondimento condotto da Espresso Communication per FourStars coinvolgendo un panel di 20 esperti del mondo del lavoro, le ragioni più frequenti del fallimento di uno stage. Quali sono allora gli errori da non commettere durante il tirocinio per tramutarlo in un più sicuro contratto? Queste le 10 regole d'oro da seguire nel decalogo stilato dagli esperti interpellati da Four Stars:

1) SFODERARE LA VOGLIA DI IMPARARE: la prima regola è la predisposizione all'apprendimento. Bisogna essere curiosi, ricettivi e chiedere chiarimenti al tutor. Se si ha a che fare con diverse aree dell'azienda, è bene individuare i colleghi più disponibili a dispensare aiuto e raccomandazioni. Ovviamente un buon consiglio è di chiedere e prendere appunti.

2) DIVENTARE OSSERVATORI: sempre nell'ottica di imparare il più possibile, è bene osservare i colleghi, le dinamiche aziendali e tutti i dettagli che possano aiutare a integrarsi nella quotidianità professionale.

3) SOCIALIZZARE CON I COLLEGHI: è molto importante riuscire a sentirsi accolti e a proprio agio. Per questo motivo è consigliabile porsi in modo aperto e non competitivo, approfittare di ogni occasione per approfondire la conoscenza dei colleghi.

4) NON SCORAGGIARSI E IMPARARE DAGLI ERRORI: errare è umano. L’importante è essere in grado di assumersi le propria responsabilità e chiedere consigli al proprio tutor, l’errore è parte integrante di in un percorso ed è funzionale all’apprendimento.

5) LA PROFESSIONALITÀ NON PUÒ MANCARE: la puntualità, l’ordine, il rispetto e la disciplina sono atteggiamenti vincenti. Per questo è importante essere professionali anche nell’abbigliamento, documentarsi sul dress code e regolarsi sull’esempio dei colleghi.

6) ESSERE UMILI PAGA: l'impegno non deve essere considerato proporzionale alla retribuzione. È buona regola evitare le lamentele e dimostrare di saper svolgere anche mansioni meno importanti prima di acquisire responsabilità.

7) ESSERE PROATTIVI: la proattività è sempre una grande risorsa. È bene avere il coraggio di condividere idee o soluzioni che potrebbero essere utili all'azienda con spirito critico e selettivo.

8) BE YOURSELF: farsi notare evidenziando le proprie peculiarità e punti di forza è molto importante, un aspetto di forte attrazione nei confronti di manager e datori di lavoro.

9) RICORDARSI CHE ALLO STAGE NON CORRISPONDE NECESSARIAMENTE UN'ASSUNZIONE: non è scontato che allo stage segua necessariamente un contratto di lavoro. Occorre sempre ricordare che lo stage è principalmente un’esperienza formativa per arricchire il proprio bagaglio di competenze.

10) RICORDARSI IL RUOLO DELL'ENTE PROMOTORE: lo stagista deve considerare quindi che, oltre al tutor aziendale, gli corrisponde anche un altro tutor, quello dell’Ente Promotore, a cui può fare riferimento in qualsiasi momento, per dubbi o segnalazioni.

Secondo chi conosce da molto vicino l'universo degli stage, inoltre, la ragione dei frequenti insuccessi risiede nella formazione universitaria troppo distante dal mondo del lavoro: "Lo stage è una risorsa preziosissima, che permette ai giovani di avvicinarsi al mondo del lavoro e, in qualche modo, anche di cominciare a scoprire se stessi - spiega Chiara Grosso, presidente e CEO di FourStars, agenzia per il lavoro ed Ente Promotore accreditato dal Ministero del Lavoro -. La formazione universitaria non è sempre in grado di garantire un'esperienza pratica e professionalizzante e il tirocinio si rivela uno strumento essenziale nella fase di transizione dagli studi all’attività lavorativa, in quanto consente di mettersi in gioco, imparare e scoprire cosa si vuole o non si vuole fare da grandi".

molto importante cominciare a svolgere stage parallelamente agli studi, per presentarsi ai futuri colloqui di lavoro con un'esperienza e una consapevolezza lavorativa già acquisite - continua Grosso -. Atteggiamenti positivi come la voglia di imparare, la professionalità, la proattività sono elementi vincenti per affrontare uno stage e avere buone possibilità di trasformarlo in un’opportunità di lavoro. Di fondamentale importanza è essere consapevoli del fatto che non esiste più la vecchia distinzione tra studente e lavoratore. Le due esperienze devono sovrapporsi, in un continuo apprendimento sia teorico che esperienziale".