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De Felice (Intesa Sp): burocrazia resta il principale freno agli investimenti nel turismo

ECONOMIA
De Felice (Intesa Sp): burocrazia resta il principale freno agli investimenti nel turismo

Per spingere il turismo è necessario "creare un ambiente favorevole agli investimenti privati nella riqualificazione delle strutture e nel marketing", ma in Italia "il freno più forte agli investimenti è dato dalla burocrazia, che viene letta, più del fisco, come il freno principale dagli imprenditori del settore alberghiero". Lo evidenzia Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo a margine in occasione del convegno a Cernobbio dal titolo ‘La sfida del turismo in Lombardia’.

In generale, De Felice fa presente come "i dati in nostro possesso dimostrano che le aziende che hanno investito di più soprattutto nella qualità dei servizi e, in particolare, le attività alberghiere a più alto stellaggio hanno oggi una profittabilità più alta rispetto alla media e una dinamica del fatturato migliore. E’ la prova provata - chiosa - che investire è utile sia al territorio sia all’attività stessa". Tra l’altro, sottolinea l’economista, "in Italia c’è la fortuna che si può spingere su tanti tipi di turismo, per esempio quello lacustre, balneare, enogastronomico, religioso, congressuale. Ciascuno di essi "se ben gestito può dare la possibilità di ottimizzare anche le stagioni meno vivaci dal punto di vista del tasso di occupazione delle stanze". 

In occasione del convegno di oggi è stata presentata una ricerca dalla quale emerge, tra l’altro, "che c’è una fortissima differenza dei tassi di occupazione delle stanze tra alta e bassa stagione. Su questo aspetto - assicura De Felice - si può lavorare".  A chi gli domanda infine se l’effetto Expo 2015 prosegua e  sia diventato in qualche misura strutturale "incide in particolare su Milano che ha una crescita un po’ più alta rispetto alla media della Lombardia. La crescita dei turisti stranieri in Lombardia - sottolinea - è più del doppio della media nazionale. Quindi non è soltanto effetto Expo, ma un effetto complessivo in una regione che è all’avanguardia nel nostro paese, non solo dal punto di vista del manifatturiero ma anche del turismo. Il tutto - conclude - senza avere il mare. Farma e cura della persona sono i settori che hanno la domanda in crescita sicura per i prossimi vent’anni".

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