Mifid e nuove regole, mercati al banco di prova

In collaborazione con MovingUp

E' già entrata in vigore la direttiva europea Mifid 2 che ridisegna per i Mercati24 il quadro regolatorio in materia di distribuzione e di negoziazione di strumenti finanziari.

Direttiva europea Mifid 2 in vigore in tutto lo spazio economico europeo

La direttiva, da parte di broker, istituti di credito ed asset manager, dovrà essere rispettata in tutto lo spazio economico europeo, ovverosia da parte dei Paesi dell'Ue che sono in tutto 28, ed ai quali si aggiungono la Norvegia, il Liechtenstein e l'Islanda.

Gli effetti legati all'entrata in vigore della Mifid 2 sui mercati finanziari, e sugli operatori del settore, non si vedranno nel breve ma nel medio e nel lungo periodo con potenziali effetti negativi su utili e ricavi dei broker, delle banche ed in generale degli intermediari abilitati ed autorizzati.

Mifid 2 tra tutela del risparmio e maggiore trasparenza

Nell'offerta e nella distribuzione di prodotti finanziari, infatti, da un lato la Mifid 2 impone a tutti i player del settore una maggiore trasparenza, e dall'altro tenderanno nello stesso tempo ad aumentare i vincoli e le tutele a favore di investitori e piccoli risparmiatori. In altre parole prima di allocare quote di capitale l'investitore avrà rispetto al passato la possibilità di fare scelte in piena consapevolezza su tanti aspetti che spaziano dai costi del prodotto o dello strumento finanziario, ai potenziali rendimenti e passando per l'eventuale presenza di costi, spese e/o commissioni non solo per entrare, ma anche per uscire dagli asset.

Così come rispetto al passato gli intermediari, con maggiore trasparenza, dovranno informare l'investitore non solo sui rischi e sulle potenziali perdite, ma anche sull'adeguatezza della scelta in ragione anche di quella che è la competenza finanziaria fino a quel momento maturata. Gli asset manager, prima che l'investitore firmi il contratto, dovranno così fornire ai clienti un prospetto semplificato non solo sui costi, ma anche sui rischi legati a perdite future e sui potenziali guadagni con la massima chiarezza pure per quel che riguarda eventuali costi aggiuntivi come le commissioni di performance che vanno poi a limare i rendimenti netti. Il nuovo documento è identificabile con la sigla 'Kid', e dovrà contenere sui prodotti finanziari tutte le informazioni chiave in modo tale che l'investitore possa non solo comprendere al meglio le caratteristiche, ma anche confrontare fra loro strumenti diversi.

Rispetto a quanto inizialmente previsto, la Mifid 2, la cui sigla sta per Markets in Financial Instruments Directive, è entrata in vigore con un anno di ritardo e questo ha portato molti intermediari, a partire dai grandi gruppi bancari, a rispettare e adottare tutte le novità previste con largo anticipo. Intanto l'Associazione Bancaria Italiana (ABI), attraverso il proprio sito Internet, ha pubblicato online in formato pdf la bussola per gli investitori in vista proprio delle novità legate alla direttiva Mifid2.

Al riguardo le novità sono state riassunte dall'ABI in sei punti, dalla maggiore protezione per gli investitori agli strumenti finanziari etichettati, e passando per la consulenza qualificata che deve essere chiaramente identificata come indipendente o meno, per i costi più chiari, per i maggiori controlli e per i documenti tra loro confrontabili anche quando trattasi di prodotti e di servizi finanziari che sono complessi e strutturati.

In merito l'Associazione Bancaria Italiana, tra l'altro, fa presente che, affinché l'istituto di credito possa assicurare tutta l'adeguata protezione al cliente, uno dei passaggi essenziali per l'investitore è quello di andare a compilare con accuratezza l'apposito questionario di profilatura. Solo con la classificazione della clientela, infatti, la banca può valutare se la situazione finanziaria e gli obiettivi d'investimento risultano essere in linea con il prodotto o con i prodotti finanziari scelti.