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Ogni giorno in pattumiera 100 gr di cibo a testa, 250 euro l’anno

ECONOMIA
Ogni giorno in pattumiera 100 gr di cibo a testa, 250 euro l’anno

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Ogni giorno in pattumiera, tra ciò che resta nel piatto, in frigo o dispensa, finiscono 100 grammi di cibo a testa: una quota che moltiplicata per 365 giorni all’anno porta a 36,92 kg di alimenti, per un costo di 250 € all’anno. Lo hanno rilevato i Diari di Famiglia dello spreco, eseguiti con un’annotazione quali-quantitativa da parte di 400 famiglie di tutta Italia: per una settimana, sotto il coordinamento di Claudia Giordano, ricercatrice dell’Università di Bologna, hanno preso nota del cibo gettato, della tipologia e delle cause che hanno determinato lo spreco.

E’ la prima volta che arrivano i dati reali sullo spreco alimentare nelle nostre case, integrati da rilevazioni nella grande distribuzione e nelle mense scolastiche. Gli innovativi monitoraggi, su campione statistico di 400 famiglie di tutta Italia – e su campioni significativi di scuole, iper e supermercati italiani – sono stati realizzati dal progetto Reduce del ministero dell’Ambiente con l’Università di Bologna – Distal, e il partenariato dell’Università della Tuscia – Deim, del Politecnico di Milano – Dica e L’Università di Udine – Deis.

Nell’ambito della campagna Spreco Zero di Last Minute Market e in vista della quinta Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio 2018, hanno illustrato i dati oggi al Maxxi di Roma il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Barbara Degani con i promotori dell’iniziativa: Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero, e Luca Falasconi, coordinatore del progetto Reduce/60 SeiZERO del ministero dell'Ambiente. Reduce ha accertato che ogni famiglia getta 84,9 kg di cibo nel corso dell’anno: a livello nazionale significa sprecare circa 2,2 milioni di tonnellate di cibo in un anno, per un costo di 8,5 miliardi euro circa lo 0,6% del Pil.

La famiglia media spreca circa 1,5 kg di cibo ogni settimana e soprattutto a cena, quando si spreca in media 1 volta e mezzo più che a pranzo. Guida la classifica dei cibi gettati la verdura, che ciascuno di noi sperpera ogni giorno, in media per quasi 20 grammi, pari al 25,6% dello spreco totale giornaliero (in un anno significa sprecare 7,1 kg di verdure). Subito dopo vengono latte e latticini con 13,16 grammi al giorno, pari al 17,6% dello spreco totale quotidiano, per 4,8 kg all’anno. A seguire la frutta (12,24 g) e i prodotti da forno (8,8 g). Le cause? Aver raggiunto o superato la data di scadenza o essere andato a male nel 46% dei casi, e aver gettato il cibo non gradito (26%).

“Quello della lotta allo spreco è un caso che porto come fiore all’occhiello del mio mandato al ministero dell’Ambiente – ha dichiarato il sottosegretario Barbara Degani - Abbiamo iniziato con Expo ad occuparcene e la sinergia tra Reduce e il Premio Vivere a Spreco Zero ha prodotto ottimi risultati. Le stime del 2015 evidenziavano come si sprecassero 63 Kg di cibo a testa. I dati emersi dal progetto Reduce indicano come vi sia un calo dello spreco a livello domestico e le indagini fatte con i Diari di famiglia ci hanno dimostrato come lo spreco nel 2017 si sia attestato sui 37 kg pro capite. Questo sta a dimostrare che una corretta campagna di sensibilizzazione concertata tra istituzioni come in questo caso ministero, parlamento e università, possa produrre grandi risultati”.

“Oggi i primi test sullo spreco reale e non stimato dimostrano che la sensibilizzazione si ‘tocca’ con mano: lo spreco domestico vale il 40% in meno rispetto all’ultimo Rapporto Waste Watcher 2016 – ha osservato l’agroeconomista Andrea Segrè - Bilancia e taccuino alla mano, gli italiani sprecano ca 37 kg di cibo all’anno contro gli 84 kg del dato precedente, con un risparmio di 110 € in 365 giorni. Adesso è il momento di rilanciare su due proposte chiave: l’inserimento dell’educazione alimentare come materia di studio dalle scuole primarie, e la richiesta di una normativa comune europea da promuovere anche attraverso l’Anno europeo dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare”.

“Per la prima volta – ha spiegato il curatore del progetto Reduce, Luca Falasconi - siamo riusciti a tracciare la fotografia reale del rapporto che gli italiani hanno con il cibo. Emerge quanto potere possa esercitare ciascun consumatore nella prevenzione dello spreco alimentare: sia quando acquistiamo che quando prepariamo e consumiamo il cibo a casa o in mensa. E’ incredibile ma vero: non è necessario compiere rinunce per dare il proprio contributo. Dobbiamo solo accrescere la nostra familiarità rispetto al cibo: conoscerlo meglio ci insegna a non sprecare e a nutrirci in modo più sano e rispettoso dell’ambiente nel quale viviamo”.

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