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Italo passa agli americani

ECONOMIA
Italo passa agli americani

(Fotogramma)

Gli americani salgono a bordo di Italo. Dopo il colpo di scena nella tarda serata di ieri, che ha visto il rilancio dell'offerta del fondo statunitense Global Infrastructure Partners per 1,980 miliardi di euro il 100% del capitale, e la decisione dei soci di accettarla, oggi il cda ha dato il disco verde definitivo all'operazione curata dall'advisor finanziario Rothschild e, al contempo, ha avviato le procedure, attivate il 23 gennaio scorso, per il ritiro della domanda di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto depositata presso la Consob e di ammissione alla quotazione delle azioni della società depositata presso Borsa Italiana.

E' stato un cda breve, un passaggio formale, quello di oggi al quale erano presenti il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l'amministratore delegato Flavio Cattaneo, in collegamento con gli altri consiglieri. E nessuna dichiarazione è stata rilasciata da Montezemolo e Cattaneo lasciando la sede di Italo-Ntv. "Facciamo una cosa per volta", si è limitato a dire Montezemolo interpellato sulla possibili di un reinvestimento nel capitale della società, come previsto dall'offerta. L'esito della riunione è stato affidato a un breve comunicato diffuso nel tardo pomeriggio, in cui si ufficializza il ritiro dalla quotazione e si spiega che "le relative comunicazioni sono già state inoltrate a Consob e Borsa Italiana".

''Siamo soddisfatti, l'operazione è stata approvata da tutti i soci. All'inizio avevo qualche perplessità ma se questa è l'offerta è una buona soluzione'', commenta Alberto Bombassei, azionista di Ntv. Parole, le sue, che riassumono la dialettica interna alla compagine azionaria, che schierava il partito favorevole alla quotazione in borsa e quello propenso ad accettare l'offerta del fondo Gip e che poi si è ricomposta, dopo una 48 ore serrata, in una decisione unanime.

In una lettera ai dipendenti il presidente di Italo-Ntv, Luca Cordero di Montezemolo, e l'ad, Flavio Cattaneo, hanno espresso "il ringraziamento nostro e degli azionisti" spiegando come "l'offerta del fondo si è resa possibile grazie agli apprezzati risultati conseguiti da Italo in questi anni che hanno favorito una grande considerazione a livello internazionale".

E alle eventuali preoccupazioni dei dipendenti, i due manager rispondono evidenziando come il fondo Gip "non ha obiettivi speculativi ma una strategia finalizzata alla crescita e allo sviluppo di medio-lungo termine delle aziende che acquista". Non solo: la continuità nei rapporti interni dovrebbe essere garantita visto che "restano ovviamente gli impegni e la disponibilità della società in materia contrattuale e di sistemi premianti".

L'annuncio dell'acquisizione di Italo da parte di Global Infrastructure Partners ha dato, come era prevedibile, il la a numerose reazioni e commenti. A cominciare da quelli dei due ministri, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, che proprio ieri avevano auspicato una quotazione di Italo in borsa quale "coronamento di una storia di successo". Concetto puntualmente ribadito oggi dal titolare del Mise. ''Sarebbe stato un bellissimo coronamento fossero andati in Borsa. Hanno deciso diversamente era un loro diritto farlo, il fondo americano è molto serio di più non commento'', dice Calenda. ''Rispettiamo il fatto che sono azionisti privati che hanno messo soldi anche facendo un lavoro difficile. Non è sempre facile rompere un monopolio, apprezziamo questa bella storia imprenditoriale'', aggiunge.

Per Padoan, "è una operazione importante che dimostra la validità degli asset italiani". "Se l'Italia è un paese aperto non dobbiamo lamentarci quando arrivano investitori dall'estero", sottolinea il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. "L'Italia è appetibile dal punto di vista degli investimenti - aggiunge il leader degli industriali - dobbiamo mantenere alcuni impianti importanti di politica economica e continuare. Ricordiamo che siamo il secondo paese industriale d'Europa, abbiamo delle potenzialità incredibili".

Dopo gli annunci, i sindacati attendono il piano industriale del nuovo acquirente di Italo. "Per commentare bisognerebbe conoscere il piano industriale e le scelte sull'occupazione. Non basta conoscere il valore dell'operazione", afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Stessa considerazione quella di Anna Maria Furlan, numero uno della Cisl: "Dovremo prima di tutto vedere il piano industriale che la nuova proprietà dovrà sicuramente proporre''. ''Ho visto - dice - che sono stati distribuiti davvero tanti utili agli azionisti da questa vendita. Immagino che finalmente ci saranno risorse per rinnovare il contratto scaduto da anni e per dare ai lavoratori quei premi della contrattazione di secondo livello che aspettano da tanto tempo''.

Proprio sulla questione del contratto, oggi, riferiscono fonti sindacali, si è svolto questa mattina un incontro tra azienda e sindacati sui temi relativi all'apertura di un tavolo di confronto sul ccnl della mobilità e sui premi di produzione. Alla luce delle novità maturate in queste ore, l'incontro è stato aggiornato al 14 febbraio. "Si è venduto un altro gioiello di famiglia", è la denuncia del leader della Uil, Carmelo Barbagallo. "Tutte le aziende private del nostro paese spesso usufruiscono di incentivi economici del Governo. Ce li restituiscono quando vendono?", si chiede, infine, Barbagallo.

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