Dal metallo all'occhiale, il canone inverso di Emanuele Pugnale

Una expertise tecnica e meccanica e una profonda conoscenza dei processi produttivi nella lavorazione del metallo: questi sono due degli elementi alla base del successo di Pugnale, brand di occhialeria di nicchia che nasce nel distretto del Cadore, a Fagnana in provincia di Udine. Lo fonda Emanuele Pugnale a 26 anni, nel 2013, con l'obiettivo di unire artigianalità italiana e know how tecnologico. L'orizzonte è chiaro: "nella strada degli indipendenti il nostro obiettivo è arrivare a top player di questa categoria" spiega all'AdnKronos il presidente e ad del brand Emanuele Pugnale. "Non abbiamo nulla a che fare con la categoria più commerciale. Rappresentiamo, noi tutti insieme brand di nicchia, il 4% di 20 miliardi di euro: 500 milioni in grande crescita". E' in questa fascia di mercato che si colloca Pugnale e qui ha tutta l'intenzione di primeggiare.

La produzione è interna, ma "diverse parti - spiega Pugnale, fondatore dell'omonimo brand - sono affidate a terzisti che non sono prettamente del settore. Le aste, per esempio, le facciamo realizzare da un'azienda che fa prodotti medicali". Emanuele Pugnale si avvale delle competenze di tutto il distretto e riconosce che il momento economico è "molto buono, perché i grandi gruppi hanno capito che produrre in Cina non garantisce grandi successi. Anche lì le cose stanno cambiando e, soprattutto, la professionalità non è la medesima che si trova in Italia".

Un vero e proprio reshoring che ha fatto ripartire di slancio la produzione: "in Cadore sono tornati volumi che erano spariti, anche se non è un mercato in sofferenza quello dei terzisti in generale nel distretto". Ed Emanuele Pugnale conosce molto bene il settore: "in Veneto abbiamo un indotto importante di terzisti che lavorano nell'occhialeria, nel medicale e nell'automotive. Io vendo macchine utensili per la lavorazione dei metalli, anche a tutti i terzisti che lavorano per Luxottica, Marcolin, grandi gruppi".

"Poi con la passione per la moda e quella per la meccanica, sono riuscito a immaginare un unico oggetto che integrasse tutto insieme. Avevo tante idee e quasi per gioco, a coronazione della mia vita professionale, ho voluto produrre occhiali dal forte impatto fashion e tecnologico. Io, a differenza di un qualsiasi altro designer che disegna lo schizzo e poi sta alla produzione realizzarlo, partivo esattamente dal ruolo inverso, sapendo già - sottolinea Pugnale - come si faceva occhiale".

E nei confronti del marchio il mercato italiano ha offerto subito "una ottima reazione. Nelle eccellenze retail italiane siamo presenti. Su 12mila ottiche in Italia - spiega l'ad - siamo presenti in 80 circa. Si tratta dei 'puristi' che non rivendono brand commerciali, ma solo di ricerca". Per la distribuzione "abbiamo scelto agenti diretti, soprattutto, per quanto riguarda l'Europa in Germania, Francia, Inghilterra, Olanda e Belgio. Bisogna sapere spiegare perché, a parità di manifattura, il prodotto italiano costa, e vale, un 20% in più". E ora Pugnale si prepara ad aggredire il mercato americano, mentre stima di crescere nel 2018 del 50% rispetto al milione messo a segno nel 2017.

Intanto a Mido, la fiera dell'occhialeria, che si appresta ad aprire i battenti a Milano il 24 febbraio, Pugnale porta la linea Priscilla, che vede l’ingresso di paillettes che accendono di luce il raffinato modello Cattivissima, meticolosamente cucite sulla montatura in acciaio. Nei modelli Calzerete e Collant si assiste alla aggregazione tra metallo e tessuto, proposta protetta da copyright. Il metallo, inciso da minuziosi decori damascati, è il protagonista del modello Duro. Elementi miniaturizzati in ceramica tinta – come il pugnale e la rosa - caratterizzano le aste.