Fisco, le proposte dei partiti

Dall'aliquota unica (flat tax) proposta dai partiti del Centrodestra all'aumento degli scaglioni proposto da Leu, passando per la rimodulazione più soft avanzata da M5s e Pd. I partiti impegnati in campagna elettorale promettono di cambiare radicalmente l'Irpef, la principale imposta del sistema tributario. Si va da minori entrate per 40,8 miliardi della Lega redistribuiti sui redditi medio alti ad un incremento del prelievo proposto da Leu di 1,2 mld, accompagnato da una redistribuzione a favore dei redditi medio bassi. In mezzo il Pd che utilizza un minor gettito di 12,1 mld a favore dei redditi medi, mentre il M5s utilizza un minor gettito di 4,4 mld in maniera lineare. Fi, la cui proposta è quella a cui fa riferimento tutto il Centrodestra, propone un taglio di circa 37 mld.

Ad analizzare gli effetti delle proposte dei partiti sul gettito e sulla redistribuzione del peso del prelievo sui contribuenti è uno studio di Lef, associazione per la legalità e l'equità fiscale, che ha messo a confronto le proposte di Lega Fi, Pd, M5s e Leu calcolando all'interno delle varie fasce di reddito dove si concentrano i risparmi o gli aggravi di imposta qualora le proposte fossero concretizzate in una effettiva riforma dell'Irpef. Tutte le proposte, ad eccezione di quella di Leu, prevedono una riduzione del gettito Irpef.

"Significativa -spiega all'Adnkronos il responsabile del centro studi di Lef Lelio Violetti- a redistribuzione del carico fiscale operata all'interno delle fasce di redditi e quindi dei singoli contribuenti. L'analisi che per il raffronto prende a base di calcolo i redditi del 2015 concentra l'attenzione sugli effetti riferiti al contribuente medio. Non mancano situazioni singolari come alcuni aggravi per le fasce più deboli alle quali viene posto rimedio con clausole di salvaguardia". Di seguito gli effetti delle varie proposte sull'Irpef.

Lega: La proposta del carroccio prevede l'introduzione di una aliquota unica al 15%, l'eliminazione di tutte le deduzioni e detrazioni, l'abolizione del sostituto d'imposta e l'introduzione del reddito lordo famigliare con una deduzione per ogni componente di 3.000 euro. Ai fini del gettito comporterebbe -secondo i calcoli di Lef- una riduzione del prelievo Irpef di 40,8 miliardi ai quali andrebbero aggiunti circa 16,5 miliardi delle addizionali regionali e comunali e altri 8,5 mld per garantire la clausola di salvaguardia a favore dei redditi bassi che rischierebbero diversamente un aggravio del prelievo. Si tratta nel complesso di 66 miliardi.

Gran parte dei risparmi andrebbero a favore dei redditi sopra i 30.000 euro. Per quelli sotto i 20.000 ci sarebbe invece un aggravio che comunque è destinato a non scattare in quanto la proposta prevede una clausola di salvaguardia che permette al contribuente di optare per l'attuale sistema in caso di aggravio del prelievo. Nel dettaglio un contribuente con un reddito di 7.500 avrebbe un aggravio medio annuo di 492 euro che passa a 769 per i redditi di 10.000 euro, 491 euro per quelli di 15.000 euro e 119 euro per quelli di 20.000 euro.

Per i redditi più alti si hanno invece risparmi che vanno da 1.662 euro medi annui per un reddito di 30.000 euro fino a 40.000 euro di Irpef in meno per un reddito di 200.000 euro, passando per 3.457 euro per i redditi di 40.000 euro, 6.062 euro per quelli di 50.000 euro, 11.591 euro per quelli di 75.000 euro e 17.436 euro per quelli di 100.000 euro. Tra gli obiettivi anche la semplificazione del rapporto tra amministrazione e contribuente, comunque destinata a rimanere sulla carta in quanto circa 20 milioni di contribuenti ricompresi nella classe di reddito fino a 20 mila euro opteranno per il mantenimento dell'attuale sistema per non subire aggravi del prelievo. Da ultimo proprio per i contribuenti con reddito più basso ci potrebbe essere un aggravio degli adempimenti dovuto all'eliminazione del sostituto d'imposta.

Fi: La proposta di Fi, che è la stessa del programma comune del Centrodestra, prevede una flat tax con aliquota al 23%, l'introduzione di una no tax area fino a 12.000 euro e l'eliminazione di deduzioni e detrazioni. L'effetto sul gettito è pari a una riduzione di circa 37 miliardi ai quali andrebbero aggiunti 16,5 mld di addizionali regionali e comunali per un totale di 50,5 miliardi di minor gettito. Una somma di cui beneficeranno tutti i contribuenti con importi che diventano più significativi man mano che aumenta il reddito.

Si va dai 58 euro medi l'anno per i redditi di 7.500 euro ai 27.000 euro per i redditi di 200.000 euro, passando per 445 euro dei redditi di 20.000 euro, i 1.396 euro dei redditi di 30.000 euro, i 4.214 euro dei redditi di 50.000 e gli 11.580 euro dei redditi di 100.000 euro. La proposta se effettivamente attuata con l'abolizione di tutte le agevolazioni semplificherebbe in maniera significativa il rapporto tra amministrazione fiscale e contribuente.

M5s: La proposta dei 5 stelle prevede una rimodulazione sia degli scaglioni di reddito, cha passano da 5 a tre, che delle aliquote che vengono fissate al 23%, 37% e 42%. Viene anche prevista una no tax area fino a 10.000 euro. Gli effetti sul gettito sono limitati ad una riduzione di 4,4 miliardi. Quanto alla redistribuzione del carico si registra un leggero vantaggio per tutti i contribuenti ad eccezione di quelli compresi nella fascia di reddito tra 10.000 e 20.000 euro che subirebbero un aggravio medio annuo di 234 euro per i redditi di 15.000 euro e di 401 euro per quelli di 20.000, determinato dall'eliminazione del bonus di 80 euro.

Il M5s propone di assorbirlo nel reddito di cittadinanza di cui la simulazione non tiene conto. Per il resto i vantaggi vanno da 58 euro medi annui per i redditi di 7.500 euro a 2.375 euro per quelli di 200.000 euro, passando per 562 euro annui per i redditi di 30.000, 602 euro per quelli di 40.000 euro 707 euro per quelli di 50.000, 1.228 euro per quelli di 100.000 euro. Quanto al rapporto tra amministrazione fiscale e contribuenti la proposta del M5s non apporta modifiche all'attuale impianto organizzativo del sistema di gestione dei tributi.

Pd: La proposta del Pd interviene principalmente sulle detrazioni a favore delle famiglie e sull'estensione agli autonomi del bonus di 80 euro. Viene introdotta una detrazione di 240 euro mensili per i figli fino a 18 anni, che scende a 80 euro fino a 26 anni. La detrazione sarà trasformata in assegno per gli incapienti. Il bonus di 80 euro per le partite Iva andrà ai redditi fino a 26.000 euro lordi. L'impatto sul gettito sarebbe di circa 12,2 miliardi ai quali vanno aggiunti 2,8 mld per gli incapienti le 1,4 per il bonus agli autonomi per un totale di 16,5 mld.

I benefici si concentrano nelle fasce di reddito centrali e in particolare modo sulle famiglie con figli. Si va dai 58 euro medi annui per i redditi di 7.500 euro ai 179 per i redditi di 75.000 euro. Al top si trovano i redditi di 30.000 euro con un risparmio medio di 512 euro annui seguiti dai redditi di 20.000 euro con un risparmio di 453 euro, quelli di 40.000 euro con un risparmio di 441 euro, quelli di 15.000 euro con un risparmio di 413 euro. Per chi dichiara 50.000 euro lo sconto è di 351 euro, mentre per i redditi di 10.000 euro il beneficio è di 106 euro l'anno. Quanto al rapporto tra amministrazione fiscale e contribuente il Pd propone di estendere la dichiarazione precompilata anche agli autonomi.

Leu: La proposta di Liberi e Uguali prevede un aumento degli scaglioni di reddito accompagnata dalla rimodulazione delle aliquote per rendere il prelievo più progressivo. L'opposto della flat tax proposta dal Centrodestra. Le detrazioni per carichi di famiglia vengono portate fuori dall'Irpef e fatte confluire in un assegno per di sostegno alla famiglia che andrà ai nuclei con reddito fino 28.000 euro. Le detrazioni legate al lavoro passano da decrescenti al crescere del reddito a quota fissa: 1.000 euro per i lavoratori dipendenti, 990 euro per i pensionati e 500 euro per gli autonomi.

Gli scaglioni di reddito salgono da 5 a 8, con l'introduzione di una aliquota zero fino a 1.500 euro di reddito e una aliquota al 15% per i redditi da 1.500 a 12.000 euro nella parte bassa e due nuove aliquote al 48% per i redditi tra 70.000 e 300.000 euro e del 50% per quelli oltre i 300.000 euro. Le aliquote intermedie sono del 23%, 28%, 36%, e 42%. Gli effetti redistributivi della proposta di Liberi e Uguali comportano una riduzione del carico per i redditi fino a 40.000 euro e un aggravio per quelli superiori.

Il maggior vantaggio si registra per i redditi di 30.000 euro con un risparmio annuo medio di 481 euro, seguiti da 20.000 euro con 368 euro, e da 15.000 euro con 240 euro. Andando ai redditi più alti l'aggravio va da 474 euro per quelli di 50.000 euro a 19.000 euro per i redditi di 200.000 euro passando per 2.813 euro per i redditi di 75.000 euro, per i 6.830 ero per i redditi di 100.000 euro e 12.697 euro di aggravio per i redditi di 150.000 euro.

Nella tabella che segue riportiamo chi paga di meno e chi paga di più in media per i diversi redditi con le proposte dei diversi partiti. Gli importi sono in euro.

Reddito..............Lega............Fi...........M5S.....Pd............Leu

7.500.................492.............-58.........-58......-58...........-58

10.000...............769...........-106........-106....-106...........-35

15.000...............491...........-496.........234.....-413.........-240

20.000...............119...........-445.........401.....-453.........-368

30.000............-1.662.......-1.396........-562......-512........-481

40.000............-3.457.......-2.353........-602......-441.........-84

50.000.............-6.062......-4.214........-707......-351........474

75.000...........-11.591.......-7.720.......-923......-179......2.813

100.000.........-17.436......-11.580.....-1.228.........0.......6.830

150.000.........-28.731......-18.788.....-1.981.........0......12.697

200.000.........-40.988......-27.018.....-2.375.........0.......19.252.