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Ue sull'Italia: ok conti 2017

ECONOMIA
Ue sull'Italia: ok conti 2017

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Nel caso dell'Italia, il rapporto sul debito "suggerisce che il criterio del debito dovrebbe essere considerato come rispettato allo stato attuale, in particolare considerando che l'Italia è considerata essere largamente in linea con il braccio preventivo del patto di stabilità per il 2017". Lo comunica la Commissione Europea.

Pertanto, "non proponiamo di aprire procedure per debito eccessivo in questa fase", spiega il vicepresidente Valdis Dombrovskis, né per l'Italia né per il Belgio, l'altro Paese per cui è stato redatto il rapporto sul debito ex articolo 126.3 del Tfue. "Oggi emettiamo una chiara raccomandazione specifica per Paese: quello che raccomandiamo all'Italia in questa fase - sottolinea Dombrovskis - è continuare a ridurre i livelli del deficit e del debito e concretamente per il 2019 raccomandiamo un aggiustamento strutturale dello 0,6% del Pil".

Il rapporto tra debito e Pil dell'Italia era "del 131,8 nel 2017; dovrebbe calare al 130,7 nel 2018 e al 129,7 nel 2019, sulla base di uno scenario a politiche invariate - spiega il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Bruxelles - Prendiamo in considerazione tutti i fattori rilevanti. Il rapporto ex articolo 126.3 suggerisce che il criterio del debito dovrebbe essere considerato come rispettato, in particolare alla luce del rispetto del braccio preventivo del patto di stabilità nel 2017 e che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo non è dovuta in questa fase. Rivaluteremo il rispetto delle regole sulla base dei dati a consuntivo per il 2018, che dovranno essere notificati nella primavera del 2019. Non è la fine della storia".

La Commissione Europea, sottolinea Moscovici, desidera collaborare con il prossimo governo italiano, con il quale spera di avere un "dialogo" basato sulla "mutua comprensione". "Questa - dice - è una Commissione politica e l'esperienza che abbiamo è che quando si tratta dell'Italia, come per ogni altro Paese, dobbiamo rispettare la legittimità e i ritmi democratici. E, dunque, conviene aspettare la fine del processo di designazione di un governo in Italia, con una maggioranza in Parlamento: la Commissione non deve e non può commentare gli annunci".

La Commissione "si pronuncerà, a tempo debito, sulla base degli atti, cioè sul bilancio e sulle leggi. E vorrei dire che lavoreremo, naturalmente, con il prossimo governo, come facciamo con tutti i governi europei. Quando un governo ci sarà, vorrei che ci fosse una collaborazione basata sul dialogo, sul rispetto e sulla mutua comprensione. E' una cosa indispensabile, tenendo conto del fatto che l'Italia è quello che sappiamo: un Paese fondatore e al cuore della zona euro, la terza economia della zona euro".

"Ed è naturalmente nel quadro europeo che questo Paese deve inscrivere, come sempre, la sua traiettoria. L'analisi della Commissione sull'Italia è ben nota ed è riflessa nella nostra raccomandazione per il 2019: le questioni che abbiamo sollevato, che siano sociali o di bilancio, attendono una risposta. Il debito dell'Italia è una questione importante per il futuro dell'Italia, per i cittadini italiani e che necessita di una risposta credibile. Da innamorato dall'Italia e amico degli italiani, dobbiamo farci attenzione" conclude Moscovici.

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