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Tim, c'è l'accordo

ECONOMIA
Tim, c'è l'accordo

(Afp)

Cassa integrazione di 12 mesi per 29.736 lavoratori a rotazione per 26 giornate anno su base mensile tramutata in ''solidarietà difensiva'' , scaduta la quale non si possono fare licenziamenti. E' questo, insieme al rientro totale dei 4.500 esuberi indicati dall'azienda in precedenza, uno dei punti principali dell'intesa raggiunta nella notte al ministero del Lavoro sulla vertenza Tim e che è stata sottoscritta unitariamente da Uilcom, Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Ugl congiuntamente con i rispettivi Coordinamenti nazionali Rsu. L'intesa sarà sottoposta all'attenzione delle lavoratrici/lavoratori nelle prossime ore con apposite Assemblee, come si legge in una nota sindacale.

I 4.500 esuberi strutturali, che quindi sarebbero rimasti anche al termine della cigs, sono completamente assorbiti dall'utilizzo di strumenti volontari di uscita (uso massiccio dello strumento dello strumento isopensione). Nell'ipotesi di accordo sono calcolate circa 5000 uscite in questo modo: per l'anno 2018, possono uscire coloro che entro il prossimo 31 dicembre maturano nei successivi 4 anni il diritto a pensione cioè al 31 dicembre 2022 (circa 1.000 lavoratori); nel biennio - 2019 / 2020 - è stata individuata una base esodabile di massimo 4.000 unità. I sindacati hanno inoltre ricevuto la disponibilità ad aprire un tavolo sulla contrattazione di secondo livello che si aprirà a settembre.

L'Ad di Tim Amos Genish , ringraziando il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per "il sostegno che ha dimostrato nelle fasi finali del negoziato", commenta così l'intesa: "Siamo particolarmente soddisfatti per questo accordo raggiunto con le associazioni sindacali. L'accordo, spiega la nota di Tim, prevede la riduzione verticale dell'orario di lavoro per un totale di 26 giornate di solidarietà nell'arco dell'anno (pari al 10% dell'orario) e coinvolgerà tutte le funzioni ad eccezione del personale che svolge attività aziendali con particolari necessità di continuità operativa e settori impegnati nei processi di digitalizzazione e innovazione. La solidarietà inizierà dal prossimo 19 giugno 2018 e durerà 12 mesi.

L'Azienda si è impegnata inoltre a gestire i 4500 esuberi dichiarati attraverso strumenti non traumatici per i lavoratori. Tim infatti, si legge ancora, applicherà l'art. 4 della legge Fornero per agevolare le uscite con prepensionamenti volontari sulla base della normativa vigente. I lavoratori Tim che matureranno i requisiti minimi per la pensione entro il 31 dicembre 2025 potranno lasciare il lavoro anticipatamente, su base volontaria. L'accordo, conclude la nota, riapre una positiva stagione di dialogo tra azienda e sindacati, che ieri hanno anche definito un percorso di confronto di più ampio respiro per il rilancio delle relazioni industriali.

Soddisfazione è stata espressa anche da Di Maio: “Abbiamo chiuso l’accordo sulla trattativa Tim che sarebbe scaduto questa notte lasciando in cassa integrazione circa 30 mila lavoratori e senza fornire alcuna risposta concreta". "È una trattativa - ha detto - che è stata portata avanti dai sindacati, che hanno poi coinvolto il Ministero del Lavoro. Ci siamo insediati da una settimana ereditando un problema che era già avviato ad una fase conclusiva".

"Ci sarà massima attenzione nel seguire le conseguenze di questo accordo, che dovrà essere approvato anche dai lavoratori con un referendum interno, un principio che sta alla base dei valori della forza politica che rappresento. Riteniamo importante che siano state accolte le richieste delle sigle sindacali e che l’azienda si sia resa disponibile ad accettare un compromesso", ha sottolineato Di Maio.

"Soprattutto, siamo soddisfatti del fatto che ci sia la disponibilità a individuare una formula per azzerare gli esuberi e, in ultima istanza, utilizzare strumenti non traumatici così da evitare di far piombare i lavoratori in situazioni difficili. Ancora - ha concluso il ministro- è importante il fatto che saranno creati tavoli per valutare la buona attuazione dell’accordo. Oggi abbiamo affrontato e risolto uno degli aspetti del nuovo piano industriale dell’azienda, sarà nostra priorità verificare la sostenibilità di questo piano industriale collaborando con le parti”.

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