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Ok milleproroghe, stop a riforma intercettazioni

ECONOMIA
Ok milleproroghe, stop a riforma intercettazioni

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge milleproroghe, che contiene tra le altre misure lo slittamento ''del termine della piena efficacia della riforma del credito cooperativo''. Le nuove misure riguarderanno anche le banche popolari. Con l'approvazione arriva anche lo stop alla riforma delle intercettazioni. Lo annuncia il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa che segue il Cdm.

''Siamo intervenuti su alcune misure che, in sostanza, realizzano una riforma della riforma'' con interventi che ''sembrano chirurgici ma sono molto significativi'', ha aggiunto Conte. Il codice degli appalti, ha poi spiegato, non è invece entrato nel decreto.

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, spiega Conte, ''contiene varie proroghe di termini che erano in scadenza'' tra cui: il termine di entrata in vigore della nuova disciplina sulle intercettazioni; i termini in materia di sport, sulle universiadi di Napoli; il termine per la vera efficacia della riforma sulle Bcc.

BCC - Con le misure contenute nel decreto legge milleproroghe ''si rafforza l'autonomia di giudizio e la posizione delle banche di credito e la cooperativo, che mantengono l'individualità e la capacità di influire sulle decisioni generali della capogruppo'', afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

L'intervento sulle banche di credito cooperativo, ha poi spiegato il premier Conte, ''contiene anche alcune modifiche della disciplina'' per consentire ''a tutti gli operatori di poter stare al passo con gli adempimenti che sono richiesti, e riguarda anche le banche di credito popolari''. Secondo il presidente del Consiglio era necessario intervenire perché ''la disciplina che era stata riformata, così come l'assetto che era stato prefigurato, non ci lasciava soddisfatti''. Nel suo primo intervento in parlamento, ricorda, aveva annunciato ''una riforma delle banche di credito cooperativo, questa riforma la realizziamo oggi''. ''Sono interventi - sottolinea - che appaiono chirurgici ma sono molto significativi dal punto di vista dell'impatto e della rilevanza politica''.

In particolare, spiega il presidente, ''rafforziamo la finalità mutualistica e cerchiamo di conservare il radicamento nel territorio di questi organismi bancari'' che ''nel carattere localistico ripongono il loro punto di forza''. ''Abbiamo previsto di restituire più potere alle bcc, che nel progetto di riforma venivano pressoché completamente assorbite nella capogruppo''. Le partecipazioni sociali salgono così dal 51% al 60%, i rappresentati alla metà più due, ed è ''una maggiore autonomia sul piano delle strategie e delle politiche commerciali, che sono destinate alle banche che si collocano nella fascia migliore delle classi di rischio''.

INTERCETTAZIONI - "Oggi abbiamo tolto le mani della vecchia politica dalle intercettazioni, che rappresentano uno strumento di indagine fondamentale per fenomeni come la corruzione che hanno dilaniato questo Paese". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in conferenza stampa. Allo stesso tempo, ha sottolineato il Guardasigilli, "impediamo che venga messo il bavaglio sulla informazione e sulla possibilità degli organi informazione di far conoscere a cittadini fatti rilevanti".

"La norma che abbiamo impedito entrasse in vigore - ha sottolineato Bonafede - era stata scritta evidentemente con l'intento di impedire ai cittadini di ascoltare le parole dei politici indagati o che i politici pronunciano" quando sono "al telefono con persone indagate".

"Ogni volta che qualcuno del Pd veniva ascoltato dai cittadini c'era che il Pd che tendeva a tagliare la linea e le comunicazioni. L'intento era quello di evitare che i cittadini ascoltassero i politici", ha rimarcato il ministro della Giustizia.

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