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Ilva annuncia sciopero, Di Maio convoca sindacati

ECONOMIA
Ilva annuncia sciopero, Di Maio convoca sindacati

Immagine di repertorio (Fotogramma)

L'incontro si terrà il 5 settembre. I sindacati con stati convocati mercoledì, secondo quanto si apprende alle 14, dal ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio al dicastero dello Sviluppo economico sulla vicenda Ilva. La convocazione del ministro arriva, dopo che i sindacati a fine mattinata, hanno dichiarato una "mobilitazione generale di tutto il gruppo Ilva" per l'11 settembre con scioperi in tutti gli stabilimenti e presidio al Mise "in assenza di una risposta alla richiesta al Governo di convocazione delle parti". "Al momento non ci sono le condizioni per revocare lo sciopero" dice all'Adnkronos il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, spiegando che lo sciopero "è confermato".

L'INCONTRO AL MISE - A partecipare alla riunione sarà la direzione aziendale della AM Investco Italy, i Commissari Laghi, Gnudi, Carrubba e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria e confederali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Usb, Ugl metalmeccanici, Filt- Cgil, Fit- Cisl, Uilt-Uil, Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil, Ugl chimici, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Federmanager.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI - Nella lettera, inviata dai segretari generali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Usb al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, i sindacati sottolineavano come dal 6 agosto i lavoratori attendevano "notizie per la ripresa del negoziato e la valutazione di legittimità da parte del Ministero della gara per l'aggiudicazione del gruppo Ilva". Lunedì scorso, avevano ricordato i segretari generali, è stata inviata una sollecitazione al Governo mentre "le risorse finanziarie sono ormai quasi esaurite e il 15 scade l'amministrazione straordinaria".

VESCOVO TARANTO, SITUAZIONE DRAMMATICA - Il vescovo di Taranto appoggia lo sciopero indetto dai sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Usb per l'11 settembre sulla vicenda dell'Ilva alla luce della "drammaticità" della situazione e al tempo stesso lancia la proposta di una manifestazione che dia voce a tutti gli operai, anche a quelli non rappresentati da una sigla sindacale. "I sindacati - dice all'Adnkronos mons. Filippo Santoro - devono fare ciò che spetta loro. Lo sciopero generale è una di queste azioni, a mio giudizio, a questo punto, necessaria, ma io ho incontrato i lavoratori: penso a loro, a tutti i dipendenti coinvolti e dico che la situazione deve essere valutata in tutto il suo peso e nella sua gravità". Il vescovo di Taranto, che guida la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, da sempre è in prima linea nella difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori. Premette: "La mia è la prospettiva di un pastore che segue la vita, le domande e le sofferenze del nostro popolo. Sull'Ilva, il problema, a questo punto, prima che economico, è umano e sociale". Per come si sono messe le cose, il presule giudica "necessario" lo sciopero ma dice anche che è necessaria un'azione "più forte" che faccia sentire la voce di tutti gli operai: "Ci troviamo di fronte ad un precipizio e di fronte a questa situazione è necessario un risveglio, un sussulto di dignità. E' in gioco il futuro di tante famiglie. La questione umana coinvolge anche la difesa totale della salute e poi il lavoro senza il quale è compromesso il futuro". "Da un lato - analizza il vescovo di Taranto - è giusto che siano evitati tutti gli esuberi e siano difesi i diritti acquisiti ma nel frattempo i lavoratori non possono semplicemente attendere, sono loro la parte in causa più coinvolta. Cui vuole un'azione più forte". Da qui la proposta di una manifestazione. "Lo sciopero - ribadisce - è necessario ma questa è una parte perché prima dei sindacati va fatta sentire la voce di tutti i lavoratori, anche di quelli non organizzati perché il disagio è palpabile. E' urgente una manifestazione corale che faccia emergere le esigenze umane dei lavoratori, la questione salute. Siamo di fronte ad un dramma di proporzione enorme sia per la salute sia per il fatto dell'occupazione".

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