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Ponte Morandi, Castellucci: "Ci sentiamo responsabili ma non colpevoli"

ECONOMIA
Ponte Morandi, Castellucci: Ci sentiamo responsabili ma non colpevoli

(AFP PHOTO)

"Ci sentiamo responsabili della gestione di un’infrastruttura che è crollata, generando un disastro e un dolore enormi. Ma la colpa è un’altra cosa" e "presuppone comprensione delle cause, che dovranno essere accertate al meglio''. L'amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, in un'intervista alla 'Stampa' spiega la posizione in merito al crollo del ponte Morandi. ''Vogliamo ricostruire in tempi stretti, insieme a Fincantieri, il viadotto perché abbiamo obbligo, l’interesse e il diritto''. E parlando delle valutazioni effettuate dai tecnici a luglio dice: ''Avevano tutti gli elementi per rispondere e rassicurare. I fatti hanno dimostrato che quelle rassicurazioni erano infondate''.

L'ad preferisce non parlare della sua posizione e sottolinea che la sua ''priorità era e resta operare per fare uscire Genova dall’emergenza. In quel senso continuerò a lavorare''. Alle persone coinvolte nel crollo finora sono stati assegnati degli ''aiuti per consentire alle persone di non avere preoccupazioni nel breve periodo. Di risarcimenti, al momento, non è il caso di parlare''. Mentre per ricostruire il ponte serviranno otto mesi a partire ''dalla disponibilità delle aree. Molto dipende dalle scelte sulla demolizione''.

I tempi di ricostruzione, spiega Castellucci, ''sono legati al dialogo tra il commissario (Toti, ndr) e l’esecutivo. In ciascun Paese nel quale operiamo abbiamo l’obiettivo di rispondere alle esigenze della collettività. Contiamo di farlo pure in Italia''. In particolare ''la sicurezza è elemento estremamente importante, sul quale abbiamo sempre investito molto, riducendo del 75% il tasso di mortalità sulle nostre strade''. E ''non abbiamo nessun rendimento garantito'', ci tiene a precisare l'amministratore delegato. ''Le nostre tariffe sono le più basse in Europa''.

Sui rapporti con il governo Castellucci preferisce ''non dire nulla''. Ma chiarisce che ''la A10 è un tutt’uno con la concessione nazionale. Non è previsto nessuno scenario di separazione dal resto della rete. Sugli altri progetti continueremo a investire secondo gli impregni presi. Sperando che nel frattempo si arrivi a un chiarimento''. In particolare la realizzazione della gronda di Genova, spiega l'ad, ''è già partita con gli espropri. Ai primi di agosto abbiamo consegnato il progetto esecutivo al ministero, ma non c’entra con il Morandi. La tragedia non modifica utilità e obiettivi di fondo, a lungo valutati''.

L’apporto di aziende ''serie e solide ci vede favorevoli. E i contributi sull’estetica dell’infrastruttura sono ben accetti'', sottolinea l'amministratore delegato parlando di Fincantieri e del progetto regalato da Renzo Piano. ''È un onore poterci confrontare con lui per valutare insieme i vincoli dell’area del Polcevera e ogni compatibilità''.

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