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Copyright, Vanschoonbeek "Direttiva Ue vantaggiosa per tutti"

ECONOMIA
Copyright, Vanschoonbeek Direttiva Ue vantaggiosa per tutti

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La proposta di direttiva europea sul diritto d'autore approvata mercoledì scorso dal Parlamento europeo è un "accordo vantaggioso per tutti": autori, editori, utenti e operatori del web. Il nuovo testo sul copyright, quando sarà adottato, garantirà la certezza del diritto necessaria per chi investe nell'editoria e soprattutto non sarà una censura alla libertà su internet. E anche i critici della direttiva, come in Italia il vicepremier Luigi Di Maio, vedranno i benefici della "protezione degli autori italiani e di chi investe in creatività". E' quanto sostiene Rudy Vanschoonbeek, presidente della Fep, la Federazione degli editori europei, l'associazione che rappresenta 29 associazioni nazionali di editori di libri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo, un settore che nel 2016 ha registrato un fatturato di 22,3 miliardi di euro.

Vanschoonbeek, che è anche proprietario e amministratore delegato dalla casa editrice belga Uitgeverij Vrijdag, intervistato dall'Adnkronos ricorda che l'ultima direttiva europea sul diritto d'autore "era stata adottata nel 2001 e per molti era necessario un aggiornamento, anche perché molti protagonisti di oggi non esistevano in quel momento, come YouTube, che è nato nel 2005". 

La Commissione europea "ha lavorato per molti mesi per trovare il giusto equilibrio tra tutti gli interessi in gioco e il testo proposto due anni fa era già un compromesso tra le esigenze dei diversi attori". Il testo attuale approvato dal Parlamento, sottolinea Vanschoonbeek, "si basa su quel compromesso e per questioni importanti per gli editori come l'istruzione o le biblioteche, gli articoli adottati lo scorso 12 settembre dovrebbero essere vantaggiosi per entrambe le parti, consentendo l'accesso alle opere e remunerando i creatori e i loro editori".

Per il presidente della Fep è ancora presto per quantificare i benefici economici del testo approvato in Parlamento per gli editori europei. In ogni caso "avere la certezza del diritto è importante per garantire che gli investimenti nei libri, ad esempio nei libri di testo, non siano compromessi da eccezioni troppo ampie".

Il testo della direttiva, spiega Vanschoonbeek, non è comunque un attentato alla libertà della rete, come sostengono i critici dell'accordo e, in Italia, il vicepremier Luigi Di Maio. "Se si crede che la libertà consista nel caricare contenuti senza avere il diritto di farlo, allora si potrebbero vedere le cose in questo modo. Personalmente non penso che un utente di internet possa caricare in rete un libro che ho pubblicato io senza il mio permesso. Se invece cita da quel libro nell'ambito del suo lavoro, allora questo è permesso dall'eccezione prevista dalla direttiva. Lo stesso vale per le parodie e per gli altri usi consentiti da una delle eccezioni del testo", sottolinea. 

"Caricare in rete un libro scritto da qualcun altro non ha nulla a che fare con la libertà di espressione" e se le piattaforme, come Facebook, "hanno un ruolo attivo, devono accettare la responsabilità che ne consegue, come facciamo noi editori. E questo include la responsabilità in caso di pirateria e il dovere di difendere la libertà di espressione dei propri utenti, sviluppando meccanismi efficaci di conformità alla norma e di compensazione". E a Di Maio che ha promesso battaglia al testo sul copyright Vanschoonbeek ricorda che "alcune disposizioni della direttiva sono obbligatorie e si spera che il governo italiano saprà vedere il beneficio nella protezione degli autori italiani e di chi investe in creatività".  

Il presidente della Federazione europea degli editori non teme che aggregatori di notizie, come Google News, possano reagire chiudendo il servizio o escludendo i siti che non vogliono che i propri contenuti siano fruibili gratuitamente. Reazioni che provocherebbero un crollo del traffico online su quei siti e quindi un danno per gli editori, come già successo in Spagna e Germania. "Perché Google, che ha una capitalizzazione di oltre 750 miliardi di dollari, non dovrebbe voler pagare per i contenuti che utilizza per aumentare il proprio traffico? Se chiudono il loro servizio, allora credo ci saranno altri che creeranno un'alternativa, con propri servizi di aggregazione". 

Ora la direttiva dovrà passare dal Trilogo, la trattativa a tre fra Commissione, Consiglio e Parlamento europei, prima di passare nuovamente dall'Europarlamento ed essere poi approvata dai Parlamenti nazionali e adottata nelle diverse legislazioni. "Finché la legge non sarà approvata, dobbiamo rimanere vigili. Le eccezioni devono essere ben bilanciate", dice Vanschoonbeek. Ad esempio, le soluzioni per i libri fuori commercio "devono essere volontarie e la regolamentazione del gap di valore deve essere vantaggiosa per tutte le parti interessate, comprese quelle che non sono interessate a concedere in licenza le loro opere perché non conviene ai loro modelli di business", conclude.

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