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Borsa Milano chiude in rosso con l'Europa in scia a Wall Street. Sugli scudi Autogrill e A2A

FINANZA
Borsa Milano chiude in rosso con l'Europa in scia a Wall Street. Sugli scudi Autogrill e A2A

La Borsa di Milano chiude in calo, in linea con la maggior parte delle consorelle europee e sulla scia di Wall Street che, partita in lieve rialzo, prosegue poco sotto la parità. I principali indici americani restano a livelli di poco inferiori ai massimi storici, senza trovare ulteriore spinta nei dati macroeconomici Usa del pomeriggio, complessivamente deludenti, in particolare la produzione industriale di aprile, ampiamente inferiore alle previsioni.

Forti scambi in piazza Affari - A Milano Ftse Mib 23.473 punti (-0,32%) e All Share 25.053 punti (-0,26%). Scambi ancora elevati, per 3,99 mld di euro di controvalore, in linea con i 4 mld della seduta di ieri. Su 336 titoli in negoziazione, 154 hanno chiuso in rialzo, 169 in calo e 13 invariati. Sul mercato obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 115 punti, con il rendimento sul decennale italiano all'1,786%.

In calo le Borse europee - A Francoforte Dax 11.447 (0,98%); a Parigi Cac 4.993 (-0,71%); a Madrid Ibex 11.317 (-0,71%); a Lisbona Psi 20 6.120 (-0,66%); a Londra Ftse 6.960 (-0,18%); a Bruxelles Bel 20 (-0,16%). In controtendenza Zurigo, dove lo Smi archivia la giornata a 9.109,92 punti (+0,65%).

Deludono i dati Usa - I dati arrivati dagli Stati Uniti, spiega Vincenzo Longo, market strategist di Ig, broker specializzato nel valutario, "hanno alimentato nuovi timori su una debolezza prolungata della prima economia del mondo, dopo la frenata accusata nel primo trimestre. La produzione industriale di aprile è scesa per il quinto mese consecutivo (-0,3% mese su mese). Sebbene il dato tendenziale abbia registrato un +1,9%, in realtà si tratta del valore più basso da luglio 2013. Male anche la capacità di utilizzo degli impianti, che ad aprile si è attestata al 78,2%, il livello minimo da gennaio 2014, quando le pesanti nevicate avevano rallentato la produzione nel Nord Est del Paese. Le imprese statunitensi stanno rallentando la produzione e questo è un segnale di sfiducia per il mercato. Delusione è arrivata anche dall’indice manifatturiero della Fed di New York (Empire State Manufacturing) salito a 3,09 punti contro le attese fissate a 5 punti. Infine la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan, la cui stima preliminare è scesa a 88,6 punti contro i 95,9 di aprile. Si tratta del valore più basso da ottobre scorso, elemento che crea dubbi sulla ripresa dei consumi negli Stati Uniti. Nonostante tutto Wall Street non si scompone, con i principali indici che proseguono in timido calo. In realtà sono proprio questi dati deboli ad alimentare i nuovi acquisti in Borsa, attraverso un duplice effetto sul mercato: uno diretto, dovuto all’aspettativa crescente di uno slittamento del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. In questo momento i future sui Fed Fund prezzano un rialzo dei tassi solo a dicembre". C'è anche, conclude Longo, un effetto "indiretto, che si trasmette attraverso i mercati valutari. I dati deboli portano a delle vendite sul dollaro (non solo per effetto di un ritardo di rialzo dei tassi di interesse), elemento questo che alimenta l’attesa di una ripresa dell’export dopo il crollo degli ultimi mesi. Gli investitori pertanto scontano l’aspettativa di maggiori utili futuri per le aziende americane".

Euro e petrolio in flessione - L'euro è calato da 1,1419 dollari al riferimento Bce di ieri a 1,1328 dollari oggi. Il future più scambiato sul Wti, il greggio americano di riferimento, con consegna a giugno quota a 59,57 dollari al barile, in calo di 0,33 dollari rispetto alla chiusura precedente al Nymex. L'oro al London Bullion Market al fixing pomeridiano si attesta a 1.220,5 dollari l'oncia, in rialzo da 1.216,3 dollari stamani.

Venduti i petroliferi a Milano - In piazza Affari in calo risorse di base (-2,34%), petrolio e gas (-1,79%), cibi e bevande (-1,33%); in verde viaggi e tempo libero (+2,41%), servizi finanziari (+0,79%), costruzioni e materiali.

Corre Autogrill, bene A2A - Sul Ftse Mib comprata Autogrill, che guadagna il 3,43% a 8,595 euro, maglia rosa del paniere grazie alle parole di Gilberto Benetton, che non ha escluso la possibilità di procedere a degli scorpori, come già successo con Wdf, spin off di Autogrill, quotato in Borsa e ora in procinto di passare alla svizzera Dufry. Autogrill recupera terreno dopo il tonfo seguito ai conti del trimestre. Si scalda A2A (+3,26%), grazie ai conti del trimestre, chiuso con un utile netto di 117 mln di euro (+46,3%) e margine operativo lordo di 337 mln (+10,5%).

Mps in rosso - Bene Buzzi Unicem (+2,22%) e Moncler (+2,04%). Deboli i bancari, in particolare Banca Mps che lascia sul parterre il 3,62%, indebolita dalla lettera della Bce che fa capire che l'aumento di capitale da 3 mld non basta a rendere solidi i fondamentali dell'istituto. Deboli i petroliferi, sulla scia dei prezzi del greggio, in particolare Saipem (-2,83%), Tenaris (-2,37%) ed Eni (-1,74%). Rosso per Campari (-1,82%). Sul resto del listino brilla Geox (+7,56%); in forte calo Danieli (-7,1%), maglia nera della Borsa di Milano.

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