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Snam, Malacarne: "Investimento di 400 mln nel Tap per una quota del 20%"

12 luglio 2015 | 12.58
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Snam, Malacarne:

"Alcune compagnie che sono entrate all'inizio nel progetto sono disponibili a cedere le loro quote. Considerando un ipotetico 20%, l'investimento si aggirerà sui 400 milioni di euro". Così l'amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, interviene in un'intervista sul 'Corriere della Sera', sull'ingresso di Snam nel Tap.

Nel mercato del gas le prospettive non sono rosee: "il presupposto è che al 2030 non ci sarà un aumento dei consumi di gas europei. Si tratterà - spiega - di sostituire le produzioni che si vanno esaurendo, soprattutto nel Mar del Nord, e mancheranno da 50 a 130 miliardi di metri cubi. Ma il problema vero è che dei 400 miliardi di metri cubi consumati la metà arriva da contratti take or pay, che vanno a scadenza. E oggi nessuno è più disposto a prendersi impegni così lunghi. Il risultato è che si potrebbe aprire un problema di sicurezza delle forniture".

Un'eventualità da scongiurare "diversificando le fonti di approvigionamento: oggi il 40% del gas che arriva in Europa è russo. Il che non significa ovviamente che dobbiamo ridimensionare la fonte russa, ma che dobbiamo prendere il gas dove c'è, nel Caucaso, in Iran in prospettiva, in Nord Africa. E qui entriamo in gioco anche noi".

In un settore in cui i margini di chi vende gas sono sempre più bassi "i costi della logistica devono essere i più contenuti possibile - sottolinea Malacarne - . Serve una rete europea flessibile, che funzioni nei due sensi, che colleghi tutti i punti senza colli di bottiglia. In più a noi è richiesto di avere una visione di ciò che accadrà, per garantire la sicurezza. Per questo ci stiamo sviluppando su due direttrici, Nord-Sud ed Est-Ovest. E l'Italia deve diventare non solo un Paese di consumo ma di transito".

Quanto gas algerino o caucasico può andare oggi da Sud verso i mercati del Nord Europa? "A fine 2015, con la realizzazione dei reserve flow, saranno circa 2 miliardi di metri cubi, nel 2018 arriveremo a 6 miliardi e saremo pronti per il Tap, il gasdotto dall'Azerbaigian, previsto per il 2020".

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