Diamanti, Idb vede crescita al 20% nel 2016 per pietre da investimento

Diamanti da investimento, e solo quelli, bene rifugio. Viste le turbolenze sui mercati finanziari internazionali, le incertezze create dal bail in, gli investitori, piccoli e grandi, guardano a come possono diversificare gli investimenti. Non si tratta di uno strumento finanziario (e in quanto tale non è soggetto alla tassazione sul capital gain, ma solo ed esclusivamente all'Iva), perché non ne ha le caratteristiche, ma il diamante da investimento sembrerebbe diventare sempre più attrattivo se Intermarket Diamond Business, che detiene l'80% della quota di mercato in Italia, fa sapere che "da quello che abbiamo potuto vedere nelle prime settimane dell'anno, abbiamo volumi di vendite in aumento" rispetto al +20% realizzato nel 2015 (pari a 182 milioni di euro) e +68% sul 2013.

Idb stima che il valore complessivo del mercato in Italia nel 2015 è pari a 230 milioni di euro, equivalente a circa il 20 % del mercato dei diamanti da investimento globale con un incremento pari a circa il 20% rispetto ai 190 milioni di euro del 2014 e +78% rispetto ai 128 investiti dagli italiani nel 2013.

"Il mercato dei diamanti da investimento è diventato più liquido per operatori come noi, tra i pochissimi ad offrire anche il servizio di disinvestimento" ha affermato il presidente e amministratore delegato di Idb Claudio Giacobazzi illustrando i dati. "Nel 2015, anche grazie ai nostri sforzi e alla dotazione di nuove tecnologie siamo riusciti a dimezzare i tempi di mercato per il ricollocamento". I quali se un tempo erano 90 sono diventati oggi in media 43.

"Il diamante da investimento non si compra in gioielleria, ma solo in banca. I dati dimostrano che la domanda dei risparmiatori italiani, complice le incertezze dei mercati e dell’economia, è in aumento. La liquidità va protetta e con le nuove norme sul bail in e i tassi a rendimento sotto zero il diamante da investimento rappresenta un rifugio sicuro. Nei periodi d’incertezza i risparmiatori hanno sempre premiato l’investimento in diamanti" ha sottolineato Giacobazzi.

L'investimento minimo parte dai 6-7mila euro, quello medio si attesta sui 25mila euro. Non riguarda diamanti 'importanti', ma dallo 0,5 a 1-1,5 carati al massimo, che abbia tutte le certificazioni e le caratteristiche di 'fascia alta'. Deve insomma appartenere alla famiglia dei diamanti 'investment grade', che significa meno dello 0,2% della produzione globale.

L’80% degli investimenti avvengono nelle regioni del nord Italia: le regioni con i maggiori volumi sono state Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. La provincia in cui il valore degli acquisti è stato superiore nel 2015 è stata Modena con oltre 20 milioni di euro investiti, seguita da Verona, 18 milioni, due città che sono storicamente sempre al vertice di questa classifica. Seguono Reggio Emilia con 14 milioni. Al quarto posto Genova con 11 milioni.