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Banche, good bank: margini stretti ma trattative serrate per soluzione Ubi

Serve flessibilità dalla Bce per una soluzione 'di sistema'

FINANZA
Banche, good bank: margini stretti ma trattative serrate per soluzione Ubi

I margini "sono stretti" ma le trattative "sono serrate" per applicare la 'soluzione Ubi' al rebus della vendita di tre delle quattro 'banche ponte': Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. Fonti vicine al dossier spiegano all'Adnkronos che il negoziato, dopo il vertice di lunedì al Tesoro, "ha fatto un salto di qualità: serve una maggiore flessibilità da parte della Bce e ad ottenerla può essere solo Bankitalia, con il pieno sostegno del governo".

In sostanza, la proposta della banca guidata da Victor Massiah è sul tavolo, anche se un'offerta formale non è mai stata presentata, ma "non può prescindere da alcune condizioni". In estrema sintesi, nell'impianto studiato da Ubi, servono una serie di interventi sul capitale delle tre banche, che vanno 'pulite' da incagli e sofferenze per essere acquistate ad un determinato valore; devono poi essere applicati da subito i modelli avanzati adottati dalla banca per operare sui crediti (Rwa). Soprattutto questa seconda condizione è ritenuta indispensabile, perché consente di avere da subito benefici di capitale, abbassando l'entità dell'aumento di capitale necessario a sostenere l'operazione. Su entrambi i fronti però, spiegano le fonti interpellate, "resta ferma la contrarietà della Bce", che non vuole creare un precedente che ritiene pericoloso. Si tratterebbe, si fa notare, di applicare un "livello di flessibilità straordinaria". Ma il lavoro dei tecnici di Francoforte "non può andare oltre il loro mandato".

E il nodo del negoziato sarebbe ormai proprio questo. Se le condizioni del contesto lo consentono, Ubi è pronta a fare la sua parte. Ma la banca guidata da Victor Massiah, come lo stesso consigliere delegato ha più volte evidenziato, non è disponibile a pagare i costi di un salvataggio. Per questo, Bankitalia punterebbe a ottenere dalla Bce una sorta di deroga, ovviamente all'interno delle norme previste, per una soluzione che viene considerata essenziale per garantire la solidità del sistema.

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