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Atlantia, analisti tifano per nozze con Abertis: nascerebbe colosso da 35 miliardi

FINANZA
Atlantia, analisti tifano per nozze con Abertis: nascerebbe colosso da 35 miliardi

Un player globale con oltre 35 miliardi di capitalizzazione e 10 miliardi di giro d'affari. Il deal Atlantia-Abertis avrebbe queste dimensioni se un'aggregazione andasse in porto: finora ci sono state manifestazioni di interesse e contatti "preliminari", senza che i due gruppi abbiano "concretizzato i termini" di un'eventuale operazione, come ha spiegato una nota della società spagnola, arrivata la scorsa notte. In Borsa, dopo il tonfo di ieri (-3,8%), Atlantia ha recuperato, chiudendo gli scambi a 23,22 euro ad azione (+0,56%).

Secondo più analisti una fusione avrebbe senso, soprattutto per Atlantia, che metterebbe in atto la sua strategia di espansione all'estero. Equita, in particolare, ritiene che la società guidata da Giovanni Castellucci "riuscirebbe a incrementare l'ebitda da attività internazionali dal 25% al 60% crescendo in mercati dove è già presente (Europa, Cile e Brasile)". Se l'operazione fosse amichevole, come sembrerebbe, non dovrebbero essere pagati "premi elevati sui prezzi di mercato" e Atlantia potrebbe reinvestire in modo costruttivo i proventi dalla cessione della quota di Autostrade per l'Italia, di cui è proprietaria al 100%.

Ad Abertis, che gestisce 8.300 chilometri di autostrade a pedaggio nel mondo, potrebbe risultare interessante un'integrazione con Atlantia "in vista della scadenza delle sue concessioni in Spagna". Per gli analisti di Icbpi, in particolare, per Atlantia, "allargare il proprio business alle autostrade spagnole, rafforzare la posizione in Sudamerica ed entrare in alcuni aeroporti significherebbe raggiungere immediatamente quella volontà di espansione più volte ribadita dal management".

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