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Analisti, buone prospettive di crescita per Bric e Paesi emergenti

FINANZA
Analisti, buone prospettive di crescita per Bric e Paesi emergenti

Shanghai

Migliorano le prospettive dei Bric e dei Paesi emergenti nella seconda parte dell'anno. Soprattutto per Brasile e Russia, dove i miglioramenti sul fronte politico e sul lato dei prezzi del petrolio hanno contribuito a un rialzo delle aspettative di crescita. La Cina dovrebbe rallentare nel corso del secondo semestre, mentre l'India incontrerà maggiori difficoltà.

Per Maarten-Jan Bakkum, senior strategist per i mercati emergenti di Nn Investment Partners, negli scorsi anni, la Cina "ha rappresentato la più grande sfida" per i mercati emergenti, con un accentuato rallentamento della crescita, la fuga di capitali e un rapporto/debito Pil in crescita. Ma dal 2015 le autorità di Pechino "sono riuscite ad attenuare i timori maggiori". Un altro fattore positivo che ha spinto la ripresa delle economie emergenti sono state le politiche monetarie in Europa e negli Stati Uniti. "Considerata la percezione presente nei mercati, che l’economia cinese possa mantenere il suo elevato tasso di crescita e con pochi motivi di preoccupazione riguardo i tassi di interesse nei mercati sviluppati, gli emergenti continuano a godersi il vento a proprio favore", spiega.

Cina. Secondo un report a cura di Craig Botham, economista per i mercati emergenti di Schroders, la Cina sta per affrontare un "rallentamento imminente". Nonostante la crescita del Pil abbia battuto le aspettative salendo nel secondo trimestre del 6,9%, "continuiamo ad attenderci un rallentamento nella seconda metà dell’anno, in quanto prosegue l’inasprimento delle condizioni del credito". Inoltre il supporto fornito dal contesto esterno "si indebolirà: la domanda globale rallenterà nel secondo semestre, con Giappone, Usa e Cina che schiacceranno il freno. Ciò a sua volta potrebbe impattare sugli investimenti manifatturieri". Allo stesso tempo "ci aspettiamo che il deprezzamento dello yuan prosegua fino a fine anno". E anche la retorica commerciale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "pone dei rischi".

Brasile. In Brasile, invece, secondo Scroders, "l’allentamento dei timori politici dovrebbe ripristinare un certo grado di fiducia. Il presidente Temer finora ha resistito e sembra in grado di passare le riforme", come quella sul mercato del lavoro è stata approvata a inizio luglio. Un altro fattore positivo, secondo Schroders, "riguarda il continuo miglioramento delle dinamiche dell’inflazione, che crea spazio per ulteriori tagli dei tassi".

Russia. Da Mosca arrivano sorprese positive, con l'attività economica che ha rimbalzato nel secondo trimestre, accelerando al 2,5% su base annua dallo 0,5% dei primi tre mesi dell’anno. "Il forte legame tra il Pil russo e i prezzi del petrolio suggerisce che questa overperformance non è poi così anomala". Inoltre c’è spazio "per sorprese al rialzo rispetto alle nostre aspettative di crescita all’1,3% per il 2017, già migliorate rispetto all’1,1% precedente". Sul fronte geopolitico, le nuove sanzioni statunitensi approvate a inizio agosto "inaspriscono le restrizioni che riguardano i prestiti alle società della lista nera e aumentano le possibilità di ulteriori misure contro altre aziende di Stato". Tutto ciò può "potenzialmente pesare sugli investimenti diretti esteri e sugli investimenti domestici. Ancora più preoccupante per la Russia è il fatto che il Tesoro Usa sta valutando l’impatto di ipotetiche sanzioni sul debito governativo russo".

India. In India, infine, il Pil del primo trimestre, cresciuto del 6,1% ma inferiore di un punto percentuale rispetto al consensus, e l'introduzione della tassa su beni e servizi, hanno indotto Schroders a ridurre le stime. "Anche la produzione industriale a giugno ha registrato una contrazione, la prima negli ultimi quattro anni, in vista della nuova tassazione. In ogni caso, ci aspettiamo che l’effetto sia transitorio, quindi il nostro outlook per il 2018 è meno influenzato", si spiega nel rapporto.

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