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Germania al voto, per i mercati conta terzo posto e futura coalizione

FINANZA
Germania al voto, per i mercati conta terzo posto e futura coalizione

Bloomberg photo

La Germania va al voto e la vittoria di Angela Merkel è data per scontata da analisti e gestori, tanto che le reazioni sulle Borse, lunedì, dovrebbero essere limitate. Se poi ci fossero i presupposti perché prosegua la grande coalizione tra Cdu/Csu e l'Spd guidata da Martin Schulz, "è probabile che la reazione del mercato sia nulla", azzarda Wolfgang Bauer, un gestore di M&G Investments. Diverso è il caso delle implicazioni economiche per l'intera Europa: nuove coalizioni di Governo, magari con i liberali di Fdp o i Verdi, potrebbero condizionare le scelte della Cancelliera e una scossa sui mercati potrebbe arrivare dal partito che conquisterà il terzo posto dopo i moderati di destra e i socialdemocratici.

Se ad esempio l'AfD, il partito della destra populista, ottenesse un risultato importante, superiore al 10 per cento, "è probabile che Merkel ri-orienti la sua agenda verso politiche più conservatrici e che questo si ripercuota sui mercati", osserva sempre Bauer. Ovvero, "l'Euro, che negli ultimi mesi si è andato rafforzando, potrebbe essere messo sotto pressione e potremmo vedere un aumento dei premi al rischio sui bond periferici".

In generale, sono diverse le implicazioni a lungo termine che arriverebbero dalla scelta del partner per la futura coalizione di Governo. Non riguarderebbe solo i rendimenti dei bond, ma anche le politiche monetarie della Bce e le nomine delle istituzioni europee.

Secondo Ubs, ad esempio, dipenderanno da queste elezioni le chance di ottenere un presidente della Bce tedesco nel 2019 e, soprattutto, di vedere Jens Weidmann, attuale presidente della Bundesbank, ricoprire questa carica. Un successo clamoroso della Merkel, ossia un risultato simile a quello del 2013, quando la Cdu/Csu ottenne il 41,5%, "potrebbe rendere più probabile la nomina di Weidmann a nuovo presidente della Bce terminato il mandato di Mario Draghi", dando inizio a una politica monetaria più restrittiva nell'Eurozona.

Se la Cancelliera tedesca non si alleerà né con l’estrema destra di AfD né con l’estrema sinistra, le ipotesi in campo sono sostanzialmente due, secondo Pictet Asset Management: la prima è una "riedizione della coalizione classica tra Cdu/Csu e Fdp, magari includendo anche i Verdi, con Wolfgang Schäuble riconfermato in veste di ministro del Tesoro. Con tale Esecutivo, si andrebbe verso un'Europa simile a quella sperimentata finora, con la Germania potenzialmente ancor più riluttante verso forme di maggiore integrazione economica".

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ad esempio, spinge per un ministro delle finanze europeo con budget, portando avanti un programma di integrazione dal punto di vista fiscale ed economico (Unione Bancaria da completare e revisione del ruolo del fondo Salva Stati).

La seconda ipotesi è quella in cui il divario tra socialdemocratici e la Cdu/Csu si assottiglia scendendo sotto il 15%. "In questo caso - sostiene Pictet AM - una posizione forte della Spd all’interno della coalizione di governo potrebbe portare Martin Schulz al Ministero del Tesoro". Lo scenario porterebbe a un’integrazione europea più veloce e al rafforzamento dell’asse con Macron. "Un quarto mandato Merkel in grado di lasciare, quindi, un piccolo grande segno nella storia del Vecchio Continente".

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