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La Turchia pesa sulle borse europee

FINANZA
La Turchia pesa sulle borse europee

AFP PHOTO/OZAN KOSE

La crisi finanziaria in Turchia affossa ancora le borse europee. Le principali piazza finanziarie d'Europa hanno scambiato in rosso fin dai primi minuti di contrattazione, sulle preoccupazioni per il nuovo tonfo della lira turca e per l'andamento della borsa di Istanbul, con il Bist 100 in flessione del 2,38% in chiusura, nonostante la Banca centrale turca abbia garantito "tutte le misure" per assicurare la stabilità finanziaria e per fornire gli istituti di credito di "tutta la liquidità necessaria".

Al termine degli scambi Londra cede lo 0,32% e Francoforte lo 0,53%, appesantita anche dal tonfo di Bayer (-10,8%), dopo che Monsanto, acquisita di recente dal gruppo tedesco, è stata condannata negli Stati Uniti a pagare una multa da 289 milioni di dollari a causa di un erbicida contenente glifosato, ritenuto cancerogeno. Parigi archivia la seduta poco sotto la parità, in flessione dello 0,04%, mentre a Milano il Ftse Mib cede lo 0,58% a 20.969 punti, con lo spread Btp-Bund in altalena a 278 punti.

Sul listino principale della piazza milanese soffrono i titoli del comparto bancario per il rialzo dello spread e quelli delle compagnie esposte sul mercato turco. Unicredit cede il 2,58%, Ubi Banca il 2,89%, Banco Bpm il 3% e Intesa Sanpaolo l'1,65%. Vendite anche su Leonardo (-2,66%) e perdite più contenute per Fca (-0,96%), Tenaris (-0,93%), Tim (-0,91%), Brembo (-0,79%) e Prysmian (-0,77%). Buoni acquisti su Moncler (+2,73%), Azimut (+2,40%), Unipol (+2,27%), Campari (+1,59%) e Unipolsai (+1%). In positivo chiudono anche Saipem, Atlantia, Italgas, Ferrari e Luxottica.

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