Nigi (Confsal), attendiamo svolta buona dei fatti, no a politica del travaso

Salisburgo, 3 apr. (Labitalia) - Una "svolta buona dei fatti", attraverso un "velocismo buono" perché "non rimane molto tempo", unendo "al coraggio del cambio di passo la reale affermazione dell’equità sociale, non tenuta sufficientemente presente dai governi precedenti". E' quanto chiede al governo Renzi la Confsal, confederazione sindacale autonoma, guidata da Marco Paolo Nigi, che in questi giorni riunisce a Salisburgo il suo Consiglio generale.

Ma dal sindacato arriva un monito: "La Confsal non potrà mai condividere con il governo Renzi - avverte Nigi - la politica del 'travaso' di risorse, finanziariamente 'compensativa' fra lavoratori e pensionati, in special modo tra quelli che si collocano nelle vecchie e nelle nuove fasce di povertà".

"La Confsal potrà condividere, invece, un’azione governativa organica e complessiva - dice - orientata all’equità sociale e alla crescita economica e occupazionale, ponendo sempre al centro dell’economia reale e della finanza pubblica il lavoro e della società civile la persona".

Nigi precisa, quindi, che "la Confsal non si è affrettata, come altre confederazioni sindacali, ad esprimere valutazioni più o meno positive sui primi due decreti governativi, perché era allora ed è ancora in fiduciosa attesa della preannunciata organica azione di governo in Italia e in eurozona, da esplicarsi nei primi cento giorni di governo, prima dell’1 luglio, data di inizio del semestre di presidenza italiana nell’Unione europea".

"La segreteria generale - sottolinea - ha colto le ragioni della sfida e per certi aspetti dell’impegno del governo per crescita economica, lavoro e fisco, ma ha anche valutato negativamente l’indeterminatezza, l’incoerenza e le criticità della spending review, il rinvio della questione evasione fiscale all’attuazione della legge-delega sulla riforma e la grave mancanza di ogni riferimento al rinnovo dei contratti di lavoro".

Da qui il tema di questo primo Consiglio generale del 2014 del sindacato, intitolato appunto 'La sfida, l’impegno. Rilanciare lo sviluppo, promuovere e valorizzare il lavoro, rendere equo il fisco, rinnovare i contratti'.